TFA e specializzazione sostegno: prorogate le iscrizioni
AbilitazionInsegnamento.IT informa tutti gli interessati, che sono state prorogate le iscrizioni ai corsi di abilitazione insegnamento / TFA e le iscrizioni ai corsi di specializzazione sostegno. Le iscrizioni dovranno essere effettuate tassativamente entro il 31 luglio e l'inizio dei master è fissato per ottobre. Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania: Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattateci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/
Per gli italiani che desiderano insegnare all’estero

Attestazione qualifica professionale di docente

 I docenti che abbiano conseguito l’abilitazione all’insegnamento in ITALIA  e vogliano esercitare all’estero  la propria attività devono chiedere una Attestazione della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2013/55/UE  presso il MIUR Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione e formazione – Ufficio VIII.
In applicazione della direttiva 2013/55/UE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 15 del 28 gennaio 2016, è possibile presentare richiesta di Attestazione della propria qualifica per le professioni di: - docente di scuola dell’infanzia; - docente di scuola primaria - docente di scuola secondaria di primo grado - docente di scuola secondaria superiore E’ necessario presentare domanda secondo il  modello scaricabile, da inviare a mezzo posta provvisto di regolare marca da bollo e della documentazione richiesta. Non è consentito l’invio on-line delle domande e della relativa documentazione. Le autorità competenti nazionali, individuate all’art. 5 del d. lgs., assicurano, su istanza dell’interessato, l’attivazione delle procedure amministrative necessarie per autorizzare il professionista ad accedere e esercitare tale professione. La procedura di riconoscimento professionale prevede un confronto tra i percorsi formativo-professionalizzanti previsti nello Stato ospitante e in quello di appartenenza, confronto che si basa sui livelli di qualifica previsti dall’articolo 11 della Direttiva 2013/55/UE, in applicazione dell’attuale articolo 53 (ex art. 47) del Trattato dell’Unione Europea e descritti dall’art. 19 del d. lgs. 206/07, graduati sulla base della struttura della formazione esistente. La direttiva prevede che l’Autorità competente dello Stato membro ospitante, non possa negare al cittadino, proveniente da un altro Stato dell’UE, il riconoscimento della propria qualifica professionale se classificata allo stesso livello della qualifica richiesta sul territorio nazionale o al livello immediatamente inferiore. La collocazione di una professione regolamentata a uno specifico livello è determinata dalle norme nazionali che regolano l’accesso alla professione stessa. Inoltre la direttiva (art. 12), ha introdotto il concetto di “titolo di formazione assimilato”, per tener conto sia di possibili formazioni non rientranti nei cinque livelli previsti, ma che possono essere considerati equivalenti a uno di detti livelli, sia di possibili modifiche legislative a livello nazionale. Se, ad esempio, un titolo di formazione rilasciato da una autorità competente di uno Stato membro, sancisce una formazione acquisita nella Comunità, ed è riconosciuta da tale Stato membro come formazione di livello equivalente a quelle di cui all’art. 11, tale titolo può considerarsi assimilato.
Documenti Allegati
Corsi abilitazione insegnamento e sostegno iscrizioni entro il 30 giugno 2018
AbilitazionInsegnamento.IT informa che le iscrizioni ai prossimi corsi per l’abilitazione all’insegnamento e al sostegno in Romania possono essere effettuate entro il 30 giugno 2018. Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania: Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania:   Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattaci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/
Corsi abilitazione insegnamento e sostegno iscrizioni entro il 31 maggio 2018
AbilitazionInsegnamento.IT informa che le iscrizioni ai prossimi corsi per l’abilitazione all’insegnamento e al sostegno in Romania possono essere effettuate entro il 31 maggio 2018. Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania: Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania:   Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattaci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/  
Corsi abilitazione insegnamento e sostegno iscrizioni entro il 30 aprile 2018
AbilitazionInsegnamento.IT informa che le iscrizioni ai prossimi corsi per l’abilitazione all’insegnamento e al sostegno in Romania possono essere effettuate entro il 30 Aprile 2018. Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania: Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania:   Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattaci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/  
Pubblicato il bando di concorso per i docenti abilitati di scuola secondaria
Concorso ordinario, concorso abilitati e docenti con tre anni di servizio: requisiti e percorso FIT. Una scheda di sintesi
Proponiamo in questa scheda una sintesi di quanto previsto dal decreto n. 59/2017, relativamente al nuovo sistema di reclutamento nella scuola secondari di primo e secondo grado e alla cosiddetta fase transitoria,... Continua a leggere l'articolo originale
Concorso docenti 2018 non abilitati con 3 anni di servizio, tutto quello che c’è da sapere
Il bando di concorso docenti abilitati, il cui contenuto è già noto, non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, l’attenzione di molti lettori è spostata anche ai prossimi concorsi, fra cui quello dei non abilitati che però hanno maturato 3 anni di servizio negli ultimi 8. Vediamo quali sono i punti salienti già noti. Continua a leggere l'articolo  
Concorso scuola docenti abilitati: requsiti, docenti di ruolo, chi può accedere con riserva, classi di concorso. Tutte le info utili
Il concorso, riservato ai docenti abilitati all’insegnamento e/o specializzati sul sostegno, previsto dal decreto legislativo n. 59/2017 e regolamentato dal DM n. 995/2017 (di cui si attende la pubblicazione in GU), si articola in una prova orale non selettiva e nella valutazione dei titoli.
La procedura si conclude con la costituzione di una graduatoria regionale di merito ad esaurimento, dalla quale si viene poi ammessi al percorso annuale o terzo anno FIT, superato il quale si è assunti in ruolo. Il concorso, come gli altri previsti dal suddetto decreto legislativo, riguarda soltanto i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Chi può partecipare al concorso? Sono previste partecipazioni con riserva? Continua a leggere l'articolo
Concorso docenti abilitati 2018: requisiti di ammissione e svolgimento delle prove. I decreti
Ormai è conto alla rovescia per il concorso docenti abilitati. Giovedì, al Miur, informativa del ministero alle parti sociali. Tutto è propedeutico alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che potrebbe avvenire già nella giornata di giovedì. Con l’emanazione del bando il MIUR attiverà anche una pagina tematica dedicata al concorso sul proprio sito con tutte le informazioni per le candidate e i candidati e con l’apposita sezione per poter presentare la domanda per via telematica. Continua a leggere l'articolo originale
Concorso riservato ai docenti abilitati: informativa sul bando giovedì 1 febbraio al MIUR

Concorso riservato ai docenti abilitati: informativa sul bando giovedì 1 febbraio al MIUR

Il MIUR ha convocato, giovedì 1 febbraio 2018, le organizzazioni sindacali per una informativa sul bando di concorso riservato per i docenti abilitati e specializzati per il sostegno.

Scheda con i requisiti di partecipazione al concorso

I candidati potranno presentare domanda in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per i quali posseggono i requisiti. Il concorso prevede una prova orale non selettiva e la costituzione, nelle varie regioni, di una graduatoria di merito per ogni classe di concorso/ambito e per il sostegno in base al punteggio della prova (max 40 punti) a cui si aggiunge quello di titoli e servizi (max 60 punti). Maggiori dettagli ed una scheda di lettura analitica appena saranno disponibili il testo del regolamento e del bando. Continua a leggere l'articolo originale
24 CFU caos. Università in ritardo sulla valutazione dei crediti già acquisiti, docenti costretti ad iscriversi ai corsi

24 CFU caos. Università in ritardo sulla valutazione dei crediti già acquisiti, docenti costretti ad iscriversi ai corsi

 
Le Università forse non si aspettavano così tante richieste di partecipazione ai percorsi formativi per l’acquisizione dei 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche, requisito necessario per la partecipazione al concorso 2018 per non abilitati che non avranno i requisiti (3 anni di servizio) per partecipare alla fase transitoria.
Si tratta non soltanto di neolaureati ma anche di tutti coloro che, in possesso di laurea idonea per l’insegnamento, vogliono avere la possibilità di partecipare alla procedura concorsuale.   Continua a leggere l'articolo originale
Abilitazione specializzazione sostegno in Romania iscrizioni entro il 31 Gennaio 2018
Sono ancora aperte le iscrizioni per l'abilitazione specializzazione sostegno in Romania, per iscriversi c'è tempo fino al 31 Gennaio 2018. Abilitazione al sostegno in Romania
24 CFU Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59
24 CFU Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 59

Riordino, adeguamento e semplificazione  del  sistema  di  formazione
iniziale e di accesso nei ruoli di docente  nella  scuola  secondaria
per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della
professione, a norma dell'articolo 1, commi 180 e  181,  lettera  b),
della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00067) 
(GU n.112 del 16-5-2017 - Suppl. Ordinario n. 23)
 
 Vigente al: 31-5-2017
 
Capo I Principi generali
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione; 
  Vista  la  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  recante  «Disciplina
dell'attivita'  di  Governo  e  ordinamento  della   Presidenza   del
Consiglio  dei  Ministri»,  e   successive   modificazioni,   ed   in
particolare l'articolo 14; 
  Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del  sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il  riordino  delle
disposizioni legislative vigenti, e in particolare i commi 180 e 181,
lettera b); 
  Vista la legge 19 novembre 1990,  n.  341,  recante  riforma  degli
ordinamenti didattici universitari; 
  Vista  la  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  legge  quadro   per
l'assistenza,  l'integrazione  sociale  e  i  diritti  delle  persone
handicappate; 
  Visto il decreto  legislativo  16  aprile  1994,  n.  297,  recante
approvazione del testo unico delle disposizioni  legislative  vigenti
in materia di istruzione, e successive modificazioni; 
  Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, recante misure  urgenti  per
lo snellimento dell'attivita' amministrativa e  dei  procedimenti  di
decisione e di controllo e in particolare l'articolo 17; 
  Vista la legge 3 agosto 1998, n. 315, recante interventi finanziari
per l'universita' e la ricerca e in particolare l'articolo 1, commi 4
e 5; 
  Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264, recante norme in  materia  di
accessi ai corsi universitari; 
  Vista la legge 21 dicembre 1999,  n.  508,  recante  riforma  delle
Accademie  di  belle  arti,  dell'Accademia   nazionale   di   danza,
dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori
per le industrie artistiche,  dei  Conservatori  di  musica  e  degli
Istituti musicali pareggiati; 
  Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per  la  parita'
scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione; 
  Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  recante  norme
generali  sull'ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze   delle
amministrazioni pubbliche; 
  Visto il decreto-legge 25 settembre 2002, n.  212,  recante  misure
urgenti per  la  scuola,  l'universita',  la  ricerca  scientifica  e
tecnologica e l'alta formazione artistica e musicale, convertito  con
modificazioni dalla legge 22 novembre 2002, n. 268; 
  Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.  59,  concernente
la  definizione   delle   norme   generali   relative   alla   scuola
dell'infanzia  e  al  primo  ciclo  di   istruzione,   e   successive
modificazioni, ed in particolare gli articoli 4, 8 e 11; 
  Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n.  226,  concernente
norme generali e livelli essenziali  delle  prestazioni  sul  secondo
ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione; 
  Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240 recante norme in materia di
organizzazione  delle  universita',   di   personale   accademico   e
reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e
l'efficienza del sistema universitario; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo  1999,  n.
275, concernente regolamento recante norme in  materia  di  autonomia
delle istituzioni scolastiche; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009,  n.
89, recante revisione  dell'assetto  ordinamentale,  organizzativo  e
didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di  istruzione
ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133; 
  Visto il decreto 10 settembre 2010,  n.  249,  recante  regolamento
concernente la definizione della disciplina  dei  requisiti  e  delle
modalita' della formazione iniziale  degli  insegnanti  della  scuola
dell'infanzia, della scuola primaria e  della  scuola  secondaria  di
primo e secondo grado, ai sensi dell'articolo  2,  comma  416,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
87, che adotta il regolamento recante norme concernenti  il  riordino
degli istituti professionali, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
88, che adotta il regolamento recante norme  per  il  riordino  degli
istituti tecnici a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010,  n.
89,  che  adotta  il  regolamento  recante   revisione   dell'assetto
ordinamentale,  organizzativo  e  didattico   dei   licei   a   norma
dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29  ottobre  2012,
n. 263,  relativo  al  regolamento  recante  norme  generali  per  la
ridefinizione  dell'assetto  organizzativo   didattico   dei   centri
d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i  corsi  serali,  a  norma
dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 14 gennaio 2017; 
  Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  espresso  nella
seduta del 23 febbraio 2017; 
  Acquisiti i pareri delle commissioni  parlamentari  competenti  per
materia e per profili finanziari; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 7 aprile 2017; 
  Sulla proposta del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, di concerto con il Ministro per la  semplificazione  e
la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia  e  delle
finanze; 
 
                              E m a n a 
 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
 
                         Oggetto e finalita' 
 
  1. Il presente decreto legislativo attua il riordino, l'adeguamento
e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di  accesso
nei   ruoli   dei   docenti,   compresi   quelli   degli   insegnanti
tecnico-pratici, della scuola secondaria, per i posti  comuni  e  per
quelli di sostegno. 
  2. Al fine di realizzare  la  valorizzazione  sociale  e  culturale
della professione e' introdotto il sistema unitario e  coordinato  di
formazione iniziale e accesso ai ruoli dei docenti,  compresi  quelli
degli insegnanti tecnico-pratici, nella scuola secondaria di primo  e
secondo grado, sia su posti comuni sia di sostegno, per  selezionarli
sulla base di un concorso  pubblico  nazionale  e  di  un  successivo
percorso formativo triennale. 
  3.  Il  sistema  di  cui  al  comma  2  costituisce,  insieme  alla
formazione universitaria o accademica e alla formazione  in  servizio
di cui all'articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107,
un percorso verticale unitario di formazione dei docenti della scuola
secondaria,  con  l'obiettivo  che  essi  acquisiscano  e  aggiornino
continuamente le conoscenze e le  competenze,  sia  disciplinari  che
professionali, necessarie per svolgere al meglio la loro funzione. 
  4. Dall'attuazione del presente provvedimento non  devono  derivare
ulteriori oneri per la finanza  pubblica  tenuto  conto  anche  delle
risorse previste dal presente decreto. 
                               Art. 2 
 
          Sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli 
 
  1. Il sistema di formazione iniziale e accesso di cui  all'articolo
1, comma 2, e' articolato in: 
    a) un concorso pubblico nazionale, indetto su  base  regionale  o
interregionale, di cui al Capo II; 
    b) un  successivo  percorso  triennale  di  formazione  iniziale,
tirocinio e inserimento nella funzione docente, di seguito denominato
«percorso FIT», differente fra posti  comuni  e  posti  di  sostegno,
destinato ai soggetti vincitori del concorso di cui alla lettera  a),
articolato secondo quanto previsto al comma 2; 
    c) una procedura di  accesso  ai  ruoli  a  tempo  indeterminato,
previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso
formativo di cui alla lettera b). 
  2. Il percorso FIT e' disciplinato ai sensi  del  Capo  III,  e  si
articola in: 
    a) un primo anno finalizzato  al  conseguimento  del  diploma  di
specializzazione di cui  all'articolo  9,  per  l'insegnamento  nella
scuola  secondaria  o  in  pedagogia  e  didattica  speciale  per  le
attivita' di sostegno didattico e l'inclusione scolastica; 
    b) un secondo anno di formazione, tirocinio e  primo  inserimento
nella funzione docente, di cui agli articoli 10 e 11; 
    c) un terzo anno di formazione, tirocinio,  e  inserimento  nella
funzione docente, di cui agli articoli 10, 11 e 13. 
  3. Il percorso FIT  e'  realizzato  attraverso  una  collaborazione
strutturata  e  paritetica  fra  scuola,  universita'  e  istituzioni
dell'alta formazione artistica,  musicale  e  coreutica,  di  seguito
denominate  «istituzioni  AFAM»,  con  una  chiara  distinzione   dei
rispettivi ruoli e competenze. La collaborazione si  esplicita  nella
progettazione, gestione e monitoraggio del percorso  FIT,  effettuati
tramite gli appositi organi collegiali a carattere regionale  di  cui
all'articolo 9, comma 7. 
  4. Il percorso FIT ha l'obiettivo di sviluppare  e  rafforzare  nei
futuri docenti: 
    a)  le   competenze   culturali,   disciplinari,   didattiche   e
metodologiche, in relazione  ai  nuclei  fondanti  dei  saperi  e  ai
traguardi di competenza fissati per gli studenti; 
    b)  le  competenze  proprie  della  professione  di  docente,  in
particolare pedagogiche,  relazionali,  valutative,  organizzative  e
tecnologiche,  integrate   in   modo   equilibrato   con   i   saperi
disciplinari; 
    c) la capacita' di progettare  percorsi  didattici  flessibili  e
adeguati al contesto scolastico, al fine di favorire  l'apprendimento
critico e consapevole e  l'acquisizione  delle  competenze  da  parte
degli studenti; 
    d) la capacita' di svolgere con consapevolezza i compiti connessi
con la funzione docente e con l'organizzazione scolastica. 
  5. Ai fini di cui all'articolo 1,  comma  3,  il  percorso  FIT  e'
progettato e realizzato in coordinamento con il  Piano  nazionale  di
formazione di cui all'articolo 1, comma 124, della  legge  13  luglio
2015, n. 107. 
Capo II Accesso ai ruoli a tempo indeterminato e procedure concorsuali
                               Art. 3 
 
                   Bando di concorso e commissioni 
 
  1. Con decreto del Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca e' indetto, su base regionale,  il  concorso  nazionale
per esami  e  titoli  per  selezionare  i  candidati  all'accesso  al
percorso FIT su posti comuni e di sostegno nella  scuola  secondaria.
In caso di esiguo  numero  dei  posti  conferibili,  il  concorso  e'
indetto su base interregionale. 
  2. Il concorso e' bandito, fermo restando il regime  autorizzatorio
previsto dall'articolo 39, comma 3, della legge 27 dicembre 1997,  n.
449, con cadenza biennale, per la copertura dei  posti  della  scuola
secondaria che si prevede si rendano vacanti e disponibili nel  terzo
e quarto anno scolastico successivi  a  quello  in  cui  e'  previsto
l'espletamento delle prove concorsuali. 
  3. Sulla base della graduatoria di merito i vincitori del  concorso
sono ammessi al percorso FIT in due successivi scaglioni annuali, nel
limite corrispondente ai posti che si prevede si  rendano  vacanti  e
disponibili rispettivamente nel terzo e nel  quarto  anno  scolastico
successivi a quello in cui e'  previsto  l'espletamento  delle  prove
concorsuali. 
  4. Nel bando di concorso sono  previsti  contingenti  separati,  in
ciascuna sede concorsuale  regionale  o  interregionale,  per  ognuna
delle seguenti tipologie di posto e classi di concorso: 
    a)  posti  relativi  alle  classi  di  concorso  per  la   scuola
secondaria di primo e secondo  grado,  anche  raggruppate  in  ambiti
disciplinari; 
    b)  posti  relativi  alle  classi  di  concorso   di   insegnante
tecnico-pratico per la scuola secondaria; 
    c) posti di sostegno. 
  5. I candidati indicano nella domanda di  partecipazione  in  quale
regione e  per  quali  contingenti  di  posti  intendono  concorrere.
Ciascun candidato  puo'  concorrere  in  una  sola  regione,  per  le
tipologie di posto messe a concorso nella stessa, qualora in possesso
dei requisiti di accesso di cui all'articolo 5. 
  6.  Con  regolamento  da  adottare,  nei   limiti   delle   risorse
disponibili a legislazione vigente, ai sensi dell'articolo 17,  comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro 180 giorni  dall'entrata
in  vigore  del  presente   decreto,   su   proposta   del   Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sono  individuati,
anche con riferimento alla procedura di cui all'articolo 17, comma 7:
i criteri di composizione delle commissioni giudicatrici del concorso
e i requisiti  per  i  relativi  componenti;  i  criteri  generali  e
oggettivi  di  valutazione  delle  prove  e  dei  titoli  accademici,
scientifici e professionali dei  candidati  da  utilizzare  da  parte
delle commissioni giudicatrici, ferma  restando  la  valutazione  dei
titoli per i soli candidati  che  abbiano  superato  tutte  le  prove
concorsuali; la ripartizione dei punteggi tra le prove e i titoli;  i
punteggi minimi per considerare superata ciascuna  prova  d'esame;  i
requisiti generali e specifici di ammissione nel rispetto  di  quanto
previsto all'articolo 5 e con il decreto di cui all'articolo 4, comma
1. 
  7. Con decreto del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, da adottare entro 30 giorni dalla data di  entrata  in
vigore del decreto di cui al comma 6,  sono  individuati,  anche  con
riferimento alla procedura  di  cui  all'articolo  17,  comma  7:  le
modalita' di gestione delle procedure concorsuali a cura degli Uffici
scolastici regionali; i criteri di composizione della commissione  di
valutazione del secondo anno e finale per l'accesso ai ruoli, di  cui
agli articoli 10, 11 e 13 ed i relativi criteri  di  valutazione;  le
modalita' di individuazione delle scuole polo e delle scuole sedi  di
tirocinio, di  cui  all'articolo  12,  nonche'  di  assegnazione  dei
tirocinanti alle medesime; l'elenco dei titoli valutabili e  il  loro
punteggio, valorizzando il titolo di dottore di ricerca e il possesso
di ulteriori crediti nell'ambito della pedagogia speciale e didattica
dell'inclusione, fino ad un  massimo  di  12  in  aggiunta  a  quelli
previsti all'articolo 5, comma 1 lettera b) e comma 2 lettera b). Con
il medesimo  decreto  e'  costituita  una  commissione  nazionale  di
esperti per la definizione dei programmi e delle tracce  delle  prove
di esame. 
  8. Le commissioni di  cui  ai  commi  6  e  7  comprendono  esperti
provenienti dalle scuole, dalle universita' e dalle istituzioni AFAM. 
                               Art. 4 
 
                         Classi di concorso 
 
  1.  Al  fine  di  assicurare  la  coerenza  tra  gli   insegnamenti
impartiti, le classi disciplinari di titolarita'  dei  docenti  e  le
classi dei corsi di laurea, dei corsi  di  laurea  magistrale  e  dei
corsi di diploma di I e di II livello dell'alta formazione artistica,
musicale e coreutica, nonche' di consentire cosi'  un  piu'  adeguato
utilizzo  professionale  del  personale  docente  in  relazione  alle
innovazioni sugli insegnamenti introdotte dalla legge 13 luglio 2015,
n. 107, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e
della ricerca sono riordinate e periodicamente aggiornate, in base  a
principi di semplificazione e flessibilita', nonche'  ai  fini  della
valorizzazione culturale della  professione  docente,  le  classi  di
concorso dei docenti e degli insegnanti  tecnico  pratici  di  scuola
secondaria ed eventualmente le classi dei corsi di laurea, di  laurea
magistrale e di diploma di I e di II livello. 
  2. Per l'adozione del decreto di cui al comma 1,  sono  previsti  i
pareri,  da  rendere  nel  termine  di 45   giorni,   del   Consiglio
universitario  nazionale  e  del  Consiglio  nazionale   per   l'alta
formazione artistica musicale e coreutica, ciascuno per le classi  di
concorso di relativa  competenza,  nonche'  del  Consiglio  superiore
della pubblica istruzione. 
  3. Nell'ambito della collaborazione di cui all'articolo 2, comma 3,
e in coordinamento con il Piano nazionale di  formazione  di  cui  al
comma 5 del medesimo articolo, sono organizzate specifiche  attivita'
formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano  di
integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti
anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe
disciplinare di titolarita'  o  la  tipologia  di  posto  incluso  il
passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa, sulla base
delle norme e nei limiti previsti per la mobilita' professionale  dal
relativo contratto collettivo nazionale integrativo. 
                               Art. 5 
 
                        Requisiti di accesso 
 
  1. Costituisce titolo di accesso al concorso relativamente ai posti
di docente di cui all'articolo 3, comma 4, lettera  a),  il  possesso
congiunto di: 
    a) laurea magistrale o  a  ciclo  unico,  oppure  diploma  di  II
livello dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica,  oppure
titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di  concorso
vigenti alla data di indizione del concorso; 
    b) 24 crediti formativi universitari  o  accademici,  di  seguito
denominati CFU/CFA, acquisiti  in  forma  curricolare,  aggiuntiva  o
extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e  nelle
metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il  possesso
di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti  quattro
ambiti  disciplinari:  pedagogia,  pedagogia  speciale  e   didattica
dell'inclusione; psicologia; antropologia; metodologie  e  tecnologie
didattiche. 
  2. Costituisce titolo di accesso al concorso relativamente ai posti
di insegnante tecnico-pratico, il possesso congiunto di: 
    a)  laurea,  oppure  diploma  dell'alta   formazione   artistica,
musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo  equipollente  o
equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla  data  di
indizione del concorso; 
    b) 24  CFU/CFA  acquisiti  in  forma  curricolare,  aggiuntiva  o
extra-curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e  nelle
metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il  possesso
di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti  quattro
ambiti  disciplinari:  pedagogia,  pedagogia  speciale  e   didattica
dell'inclusione; psicologia; antropologia; metodologie  e  tecnologie
didattiche. 
  3. Costituisce titolo di accesso al concorso relativamente ai posti
di cui all'articolo 3, comma 4, lettera c), il possesso dei requisiti
di cui al comma 1 o al comma 2, in relazione alla classe di  concorso
su cui il candidato presenta domanda di partecipazione. 
  4. Con il decreto di cui all'articolo 9, comma 2,  sono,  altresi',
individuati i settori scientifico-disciplinari all'interno dei  quali
sono acquisiti i 24 CFU/CFA di cui ai  commi  1,  lettera  b),  e  2,
lettera b), gli obiettivi formativi, le modalita'  organizzative  del
conseguimento dei crediti in forma extra-curricolare e gli  eventuali
costi a carico degli interessati, nonche' gli  effetti  sulla  durata
normale  del  corso  per  gli  studenti  che  eventualmente   debbano
conseguire detti crediti in forma aggiuntiva  rispetto  al  piano  di
studi curricolare. 
                               Art. 6 
 
                           Prove di esame 
 
  1. Il concorso prevede tre prove  di  esame,  delle  quali  due,  a
carattere nazionale, sono scritte e una orale. Per  i  candidati  che
concorrono su contingenti di posti di sostegno e' prevista una  prova
scritta aggiuntiva a carattere nazionale. 
  2. La prima prova scritta ha l'obiettivo di valutare il grado delle
conoscenze e competenze del candidato su  una  specifica  disciplina,
scelta dall'interessato tra quelle afferenti alla classe di concorso.
Nel caso delle classi di concorso concernenti  le  lingue  e  culture
straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua  prescelta.  Il
superamento della prima prova e' condizione necessaria  per  accedere
alla prova successiva. 
  3. La seconda prova scritta ha l'obiettivo  di  valutare  il  grado
delle  conoscenze  e  competenze  del  candidato   sulle   discipline
antropo-psico-pedagogiche   e   sulle   metodologie   e    tecnologie
didattiche.  Il  superamento  della  seconda  prova   e'   condizione
necessaria per accedere alla prova successiva. 
  4. La prova orale consiste in un colloquio che  ha  l'obiettivo  di
valutare il grado delle conoscenze  e  competenze  del  candidato  in
tutte le discipline facenti  parte  della  classe  di  concorso,  con
particolare riferimento a quelle che eventualmente il  candidato  non
abbia scelto nell'ambito della prova di cui al comma 2, di verificare
la conoscenza di una lingua straniera europea almeno  al  livello  B2
del  quadro  comune  europeo,  nonche'  il   possesso   di   abilita'
informatiche di base. La prova orale comprende anche quella  pratica,
ove gli insegnamenti lo richiedano. 
  5. La prova aggiuntiva per i  candidati  a  posti  di  sostegno  e'
scritta, e' sostenuta dopo la seconda prova scritta e ha  l'obiettivo
di valutare il grado  delle  conoscenze  e  competenze  di  base  del
candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per  l'inclusione
scolastica e sulle relative metodologie. Il superamento  della  prova
aggiuntiva e' condizione necessaria per accedere  alla  prova  orale,
relativamente ai posti di sostegno. 
                               Art. 7 
 
                             Graduatorie 
 
  1. In ciascuna sede concorsuale e per le tipologie di posti di  cui
all'articolo 3, comma 4, lettere a) e b), la  graduatoria  di  merito
per ogni classe di concorso e' compilata sulla base della  somma  dei
punteggi riportati nelle prove di cui all'articolo 6, commi 2, 3 e 4,
e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli  candidati  che
hanno superato tutte le prove previste. 
  2. In ciascuna sede concorsuale e per i posti di  sostegno  di  cui
all'articolo 3, comma 4, lettera c),  la  graduatoria  di  merito  e'
compilata sulla base di un punteggio calcolato per il 70% in base  al
punteggio riportato nella prova aggiuntiva  di  cui  all'articolo  6,
comma 5, e per il restante  30%  in  base  alla  somma  dei  punteggi
riportati nelle prove di cui all'articolo 6, commi 2, 3 e 4, e  nella
valutazione dei titoli, effettuata per i  soli  candidati  che  hanno
superato tutte le prove previste. 
  3. I candidati che hanno  superato  tutte  le  prove  previste  per
ciascuna tipologia di posto, iscritti nelle  graduatorie  di  cui  ai
commi 1 e 2, sono dichiarati vincitori nel limite dei posti  messi  a
concorso, fermi restando gli eventuali scorrimenti di cui al comma 4. 
  4. I vincitori del concorso che, alla data del 30 giugno, risultano
presenti in posizione utile in piu' graduatorie sono tenuti a  optare
per una sola di esse e ad accettare di avviarsi al relativo  percorso
FIT. Effettuata l'opzione, essi sono cancellati  da  tutte  le  altre
graduatorie ove sono  presenti.  Coloro  che  non  effettuano  alcuna
opzione sono cancellati da tutte le graduatorie gia' pubblicate  alla
data del 30 giugno. I posti del primo scaglione  corrispondenti  alle
cancellazioni sono recuperati nel medesimo scaglione per  scorrimento
delle relative graduatorie, purche' entro il termine  perentorio  del
31 agosto. I posti del primo scaglione rimasti ancora liberi a questa
data, ovvero i posti  corrispondenti  a  vincitori  che,  pur  avendo
optato, non si  avviano  al  percorso  FIT,  sono  recuperati  l'anno
successivo per l'avvio dei relativi vincitori al percorso FIT con  il
secondo  scaglione.   I   posti   del   secondo   scaglione   rimasti
eventualmente liberi per qualunque motivo alla data  del  31  agosto,
sono disponibili per i concorsi successivi. Le modalita' e i  termini
di esercizio delle opzioni e dello scorrimento delle graduatorie sono
stabiliti dal bando di concorso. 
  5. I vincitori scelgono, in ordine di punteggio e secondo  i  posti
disponibili,  l'ambito  territoriale  nella  regione  in  cui   hanno
concorso, tra quelli indicati nel bando,  cui  essere  assegnati  per
svolgere le attivita' scolastiche relative al percorso FIT. 
Capo III Percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento
                               Art. 8 
 
      Contratto di formazione iniziale, tirocinio e inserimento 
 
  1. I vincitori del concorso di cui  al  Capo  II  sottoscrivono  un
contratto triennale retribuito di formazione  iniziale,  tirocinio  e
inserimento, di  seguito  denominato  contratto  FIT,  con  l'Ufficio
scolastico regionale a cui afferisce l'ambito territoriale scelto  ai
sensi dell'articolo  7,  comma  5.  Il  pagamento  del  corrispettivo
previsto e' effettuato con ordini collettivi di  pagamento  ai  sensi
dell'articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. 
  2. Le condizioni normative ed economiche dei  primi  due  anni  del
contratto FIT sono definite  in  sede  di  contrattazione  collettiva
nazionale. La contrattazione collettiva e' svolta  nel  limite  delle
risorse disponibili nel  Fondo  di  cui  all'articolo  19,  comma  1,
nonche'   delle   risorse   corrispondenti   alle   supplenze   brevi
effettivamente svolte nel secondo anno di contratto. 
  3. Il terzo anno del contratto FIT prevede le  medesime  condizioni
normative ed economiche del contratto di supplenza annuale. 
  4. Nelle  more  della  regolamentazione  del  contratto  collettivo
nazionale, la determinazione del trattamento  economico  e  normativo
spettante al  titolare  di  contratto  FIT  e'  rimessa  al  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, che ne determina i
contenuti  con  proprio  decreto,  di  concerto   con   il   Ministro
dell'economia e delle finanze. 
  5. Fermo restando che i criteri di  valutazione  non  sono  oggetto
della contrattazione per il contratto FIT, la  medesima  avviene  nel
rispetto delle disposizioni del presente decreto  e  in  applicazione
dei seguenti principi direttivi: 
    a) il contratto  e'  risolto  di  diritto  nel  caso  di  assenze
ingiustificate,   di   mancato   conseguimento   del    diploma    di
specializzazione,   di   mancato   superamento   delle    valutazioni
intermedie; 
    b) il contratto prevede un inserimento  graduale  nella  funzione
docente,   anche   con   effettuazione   di   supplenze   con   piena
responsabilita'  didattica,  secondo  le  modalita'  previste   dagli
articoli 10 e 11. Nel terzo anno, il contratto prevede  la  copertura
di posti vacanti e disponibili; 
    c) il contratto e' sospeso nel caso  di  impedimenti  temporanei,
per  un  periodo  massimo  complessivo  di  un   anno,   e   riprende
successivamente  fino  al  completamento  del  triennio.  Qualora  la
sospensione  avvenga  durante  il  corso  di   specializzazione,   il
ripristino e' effettuato in occasione del primo corso utile  in  caso
di assenza complessivamente superiore  al  limite  determinato  dalle
universita'  o  dalle  istituzioni  AFAM,   altrimenti   al   cessare
dell'impedimento. Qualora avvenga durante il secondo o il terzo anno,
il ripristino e' effettuato nel primo anno scolastico utile  in  caso
di assenza complessivamente superiore a trenta giorni, altrimenti  al
cessare dell'impedimento; 
    d) il titolare di contratto FIT  su  posto  comune  e'  tenuto  a
conseguire, al termine del primo anno, il diploma di specializzazione
di cui all'articolo 9, comma 1, e, durante il secondo e terzo anno, a
completare  la  propria  preparazione  professionale  con   ulteriori
attivita' di studio, con tirocini formativi diretti e indiretti e con
le attivita' di insegnamento di cui alla lettera b); 
    e) il titolare di contratto FIT su posto di sostegno e' tenuto  a
conseguire, al termine del primo anno, il diploma di specializzazione
di cui all'articolo 9, comma 3, e, durante  il  secondo  e  il  terzo
anno,  a  completare  la  propria  preparazione   professionale   con
ulteriori   attivita'   formative   nel   campo    della    didattica
dell'inclusione  scolastica,  con  tirocini   formativi   diretti   e
indiretti e con le attivita' di insegnamento di cui alla lettera b). 
  6. La sottoscrizione  dei  contratti  FIT  comporta  la  successiva
indisponibilita' dei posti  complessivamente  occorrenti,  a  livello
regionale, per lo svolgimento del terzo anno del  percorso  FIT,  per
ogni operazione annuale o definitiva diversa dalla predetta  e  dalla
conseguente immissione in ruolo. Detto vincolo viene meno in caso  di
mancato superamento della  valutazione  finale  del  terzo  anno  del
percorso FIT, ai sensi dell'articolo 13. 
                               Art. 9 
 
         Primo anno di contratto e corso di specializzazione 
 
  1. I titolari di contratto  FIT  su  posto  comune  sono  tenuti  a
frequentare nel primo anno di contratto il corso di  specializzazione
per l'insegnamento secondario e a conseguire al termine  il  relativo
diploma di specializzazione. Il corso e'  istituito,  in  convenzione
con l'Ufficio scolastico regionale, da universita' o istituzioni AFAM
o   loro   consorzi   ed   e'    organizzato,    anche    in    forma
inter-istituzionale, con il coinvolgimento diretto delle  scuole.  Il
corso richiede la frequenza obbligatoria, con oneri  a  carico  dello
Stato secondo una metodologia basata sul calcolo del  costo  standard
per specializzando. 
  2. L'ordinamento didattico del corso di specializzazione di cui  al
comma 1 e' determinato  con  decreto  del  Ministro  dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca   tenendo   conto   del   decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, su  proposta  della  Conferenza
nazionale di cui all'articolo  14  e  fermi  restando  i  pareri  del
Consiglio universitario nazionale e del Consiglio nazionale dell'alta
formazione artistica, musicale e coreutica, previsti dalla  normativa
vigente.  L'ordinamento  corrisponde  ad  un  totale  di  60  CFU/CFA
articolati in: 
    a)  corsi  di  lezioni,  seminari  e  laboratori   destinati   al
completamento della  preparazione  degli  iscritti  nel  campo  della
didattica di tutte le discipline afferenti alla classe  di  concorso,
della  pedagogia,  della  pedagogia  speciale   e   della   didattica
dell'inclusione,  della  psicologia,  della   valutazione   e   della
normativa  scolastica,  puntando  alla  maturazione  progressiva   di
competenze pedagogico-didattico-relazionali; 
    b) attivita' di tirocinio  diretto,  alle  quali  sono  destinati
almeno 10 CFU/CFA, da svolgere presso scuole dell'ambito territoriale
di appartenenza, in presenza del docente  della  classe  e  sotto  la
guida del tutor scolastico, di cui all'articolo 12; 
    c)    attivita'    di    tirocinio     indiretto,     finalizzate
all'accompagnamento     riflessivo      dell'esperienza      maturata
nell'attivita' di cui alla lettera  b),  alle  quali  sono  destinati
almeno 6 CFU/CFA; 
    d)   attivita'    formative    opzionali,    aggiuntive,    volte
all'acquisizione  di  competenze   linguistiche   nella   prospettiva
dell'insegnamento secondo la modalita' CLIL. 
  3. I titolari di contratto FIT su posto di sostegno sono  tenuti  a
frequentare nel primo anno di contratto il corso di  specializzazione
in pedagogia e  didattica  speciale  per  le  attivita'  di  sostegno
didattico e l'inclusione scolastica e  a  conseguire  al  termine  il
relativo diploma di  specializzazione.  Il  corso  e'  istituito,  in
convenzione con l'Ufficio  scolastico  regionale,  da  universita'  o
istituzioni AFAM o loro consorzi ed e' organizzato,  anche  in  forma
inter-istituzionale, con il coinvolgimento diretto delle  scuole.  Il
corso prevede la frequenza obbligatoria, con  oneri  a  carico  dello
Stato secondo una metodologia basata sul calcolo del  costo  standard
per specializzando. 
  4. L'ordinamento didattico del corso di specializzazione di cui  al
comma 3, determinato ai sensi del comma 2, corrisponde ad  un  totale
di 60 CFU/CFA articolati in: 
    a)  corsi  di  lezioni,  seminari  e  laboratori   destinati   al
completamento della  preparazione  degli  iscritti  nel  campo  della
pedagogia speciale e  della  didattica  per  l'inclusione  scolastica
relative alle discipline afferenti alla classe di  concorso,  nonche'
della  valutazione  e  della  normativa  scolastica,  puntando   alla
maturazione           progressiva            di            competenze
pedagogico-didattico-relazionali  e  relative  alla   didattica   per
l'inclusione scolastica; 
    b) attivita' di tirocinio diretto di didattica di sostegno,  alle
quali sono destinati almeno 10 CFA/CFU,  da  svolgere  presso  scuole
dell'ambito territoriale di appartenenza in presenza del  docente  di
sostegno della classe e sotto la guida del tutor scolastico,  di  cui
all'articolo 12; 
    c)    attivita'    di    tirocinio     indiretto,     finalizzate
all'accompagnamento     riflessivo      dell'esperienza      maturata
nell'attivita' di cui alla lettera  b),  alle  quali  sono  destinati
almeno 6 CFU/CFA; 
    d)   attivita'    formative    opzionali,    aggiuntive,    volte
all'acquisizione di competenze linguistiche. 
  5. I corsi  di  specializzazione,  di  cui  ai  commi  1  e  3,  si
concludono  con  un  esame  finale  che  tiene  conto  dei  risultati
conseguiti dal titolare  di  contratto  FIT  in  tutte  le  attivita'
formative. Il titolare di contratto FIT  che  supera  l'esame  finale
consegue il relativo diploma di specializzazione. 
  6. I criteri di composizione della commissione dell'esame finale  e
i criteri di valutazione dei risultati  conseguiti  dai  contrattisti
sono stabiliti con il decreto di  cui  al  comma  2.  La  commissione
comprende comunque un dirigente scolastico  dell'ambito  territoriale
di riferimento e i tutor del titolare di contratto FIT. Ai componenti
della commissione non spettano compensi, indennita' e rimborsi spese. 
  7. Per i corsi di specializzazione di cui  ai  commi  1  e  3  sono
previsti appositi organi collegiali, disciplinati dal decreto di  cui
al comma 2, con funzioni di programmazione e coordinamento,  comunque
comprendenti i docenti e i tutor del corso  e  i  rappresentanti  dei
corsisti e di tutte le istituzioni che concorrono alla  realizzazione
delle attivita' formative. Ai  componenti  dell'organo  non  spettano
compensi, indennita', gettoni o altre utilita'  comunque  denominate,
ne' rimborsi spese a carico delle finanze pubbliche. 
                               Art. 10 
 
          Secondo e terzo anno di contratto su posti comuni 
 
  1. II contratto FIT e' confermato per il secondo anno a  condizione
che il titolare abbia conseguito il diploma  di  specializzazione  di
cui all'articolo 8, comma 5, lettera d), e,  per  il  terzo  anno,  a
condizione che abbia  superato  con  esito  positivo  la  valutazione
intermedia alla fine del secondo anno. 
  2. Il titolare  di  contratto  FIT  su  posto  comune,  oltre  alle
attivita' di cui all'articolo 8, comma 5, lettera  d),  e'  tenuto  a
predisporre e a svolgere nel secondo e terzo  anno  di  contratto  un
progetto di ricerca-azione, sotto la guida dei tutor universitario  o
accademico e coordinatore; e' tenuto altresi' ad acquisire 15 CFU/CFA
complessivi  nel  biennio  in   ambiti   formativi   collegati   alla
innovazione e alla sperimentazione  didattica,  dei  quali  almeno  9
CFU/CFA di laboratorio. I laboratori possono essere frequentati anche
dai docenti della scuola in cui il titolare di contratto  FIT  svolge
l'attivita' di insegnamento. 
  3. Il titolare di contratto FIT su  posto  comune,  sulla  base  di
incarichi del dirigente scolastico della scuola interessata  e  fermi
restando gli altri  impegni  formativi,  nel  secondo  anno  effettua
supplenze brevi e saltuarie non  superiori  a 15  giorni  nell'ambito
territoriale di appartenenza e presta servizio, nel  terzo  anno,  su
posti vacanti e disponibili. 
  4. I titolari di contratto FIT scelgono, sulla base dell'ordine  di
graduatoria del concorso  e  nell'ambito  territoriale  in  cui  sono
iscritti, il posto vacante e disponibile ai  sensi  dell'articolo  3,
commi 2  e  3,  sul  quale  prestare  servizio  nel  terzo  anno  del
contratto. 
  5. Con decreto del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, sono disciplinati  le  modalita'  e  i  criteri  della
valutazione intermedia per il secondo anno di contratto FIT su  posti
comuni, nonche' la composizione  delle  relative  commissioni,  ferma
restando la presenza dei tutor universitario o accademici e del tutor
coordinatore, di cui all'articolo 12. 
  6. Con decreto del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e'  disciplinata  l'assegnazione  delle
supplenze di cui al comma 3, valorizzando il possesso del diploma  di
specializzazione. 
                               Art. 11 
 
       Secondo e terzo anno di contratto su posti di sostegno 
 
  1. Il contratto di formazione iniziale  e  tirocinio  su  posto  di
sostegno e' confermato per  il  secondo  anno  a  condizione  che  il
titolare  di  contratto  FIT   abbia   conseguito   il   diploma   di
specializzazione di cui all'articolo 8, comma 5, lettera e),  e,  per
il terzo anno a condizione che abbia superato con esito  positivo  la
valutazione intermedia alla fine del secondo anno. 
  2. Il titolare di contratto FIT su posto di  sostegno,  oltre  alle
attivita' di cui all'articolo 8, comma 5, lettera  e),  e'  tenuto  a
predisporre e a svolgere nel secondo e terzo  anno  di  contratto  un
progetto di ricerca-azione, sotto la guida dei tutor universitario  o
accademico e coordinatore, di  cui  all'articolo  12,  ed  e'  tenuto
altresi' ad acquisire 40 CFU/CFA complessivi nel  biennio  in  ambiti
formativi  collegati  alla  pedagogia  speciale  e   alla   didattica
dell'inclusione, dei quali almeno 10 CFU/CFA di tirocinio indiretto e
20 CFU/CFA di laboratorio. I laboratori  possono  essere  frequentati
anche dai docenti della scuola in cui il titolare  di  contratto  FIT
svolge l'attivita' di insegnamento. 
  3. Il titolare di contratto FIT su posto di sostegno, sulla base di
incarichi del dirigente scolastico della scuola interessata  e  fermi
restando gli altri  impegni  formativi,  nel  secondo  anno  effettua
supplenze brevi e saltuarie non superiori  a  15  giorni  nell'ambito
territoriale di appartenenza e presta servizio, nel  terzo  anno,  su
posti vacanti e disponibili. 
  4. I titolari di contratto FIT scelgono, sulla base dell'ordine  di
graduatoria del concorso  e  nell'ambito  territoriale  in  cui  sono
iscritti, il posto vacante e disponibile ai  sensi  dell'articolo  3,
commi 2  e  3,  sul  quale  prestare  servizio  nel  terzo  anno  del
contratto. 
  5. Il decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca, di cui all'articolo 10, comma 5,  disciplina  altresi'
la valutazione in intermedia del secondo anno dei percorsi FIT per  i
posti di insegnamento di sostegno. 
  6. Con il decreto di cui all'articolo 10, comma 6, e'  disciplinata
altresi'  l'assegnazione  delle  supplenze  di  cui   al   comma   3,
valorizzando il possesso del diploma di specializzazione. 
                               Art. 12 
 
                              Tirocinio 
 
  1. Il  tirocinio,  diretto  e  indiretto,  e'  parte  integrante  e
obbligatoria del percorso FIT. Le attivita' di tirocinio sono  svolte
sotto la guida di un tutor scolastico, di un tutor coordinatore e  di
un  tutor  universitario  o  accademico  con  le  risorse   umane   e
finanziarie  allo  stato  disponibili.  Con  decreto   del   Ministro
dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  da   adottare
entro 120 giorni dall'entrata in vigore del  presente  decreto,  sono
stabiliti i contingenti dei tutor scolastici e coordinatori e ne sono
disciplinate la  modalita'  e  i  criteri  di  selezione,  la  durata
dell'incarico, la formazione  specifica,  i  compiti;  sono  altresi'
definiti i profili ed i compiti del tutor universitario o accademico,
fermo restando quanto previsto dalla legge 19 novembre 1990, n.  341.
I tutor scolastico e  coordinatore  possono  avvalersi  dell'esonero,
integrale  o  parziale,  dall'insegnamento,   nei   limiti   di   cui
all'articolo 1, comma 4, della legge 3 agosto 1998, n. 315. 
  2.  I  tutor  coordinatori  hanno   il   compito   di   curare   la
progettualita', l'organizzazione e il coordinamento  delle  attivita'
di tirocinio indiretto e diretto,  in  collaborazione  con  il  tutor
scolastico e  con  il  tutor  universitario  o  accademico.  I  tutor
coordinatori partecipano alle commissioni di esame per le valutazioni
intermedie e finali del percorso FIT. I tutor scolastici sono docenti
delle scuole in cui si realizzano i percorsi di tirocinio  diretto  e
hanno il compito di coordinare  le  attivita'  di  tirocinio  diretto
nell'istituzione  scolastica.  Partecipano   alla   definizione   dei
percorsi di tirocinio e fanno parte delle commissioni che valutano il
terzo anno del percorso FIT. I tutor  universitari  sono  individuati
dalle  universita'  o  dalle  istituzioni  AFAM  e  costituiscono  il
riferimento universitario, o accademico, per le  attivita'  formative
previste nei piani di studio. Hanno il compito, in collaborazione con
i tutor coordinatori, di curare l'integrazione dei corsi di lezione e
dei seminari con i laboratori e i tirocini  svolti  dai  titolari  di
contratto FIT. 
  3. Il tirocinio diretto e' svolto presso le istituzioni scolastiche
accreditate dal Ministero dell'istruzione, dell'universita'  e  della
ricerca  con  il  coordinamento  di  una  scuola   polo   all'interno
dell'ambito territoriale di riferimento, e  consta  di  attivita'  di
osservazione, analisi, progettazione e  successiva  realizzazione  di
attivita' di insegnamento e  funzionali  all'insegnamento,  sotto  la
guida  del  tutor  scolastico  e  in  collaborazione  con  il   tutor
coordinatore. 
  4.  Il  tirocinio  indiretto  e'  svolto  presso  l'universita'   o
l'istituzione dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica  e
consta di  attivita'  di  progettazione,  discussione  e  riflessione
valutativa sulle attivita' svolte nel  tirocinio  diretto,  sotto  la
guida del tutor universitario o accademico e in collaborazione con  i
tutor coordinatori. 
  5. La frequenza alle attivita' di tirocinio e' obbligatoria. 
  6. La valutazione finale del tirocinio tiene  conto  del  grado  di
sviluppo delle competenze professionali, in  relazione  agli  aspetti
metodologici, didattici, progettuali e relazionali,  sia  all'interno
della classe che dell'istituzione scolastica. 
  7. Con il decreto di cui all'articolo 9, comma 2, sono  determinati
il numero complessivo di ore di tirocinio diretto e indiretto che  il
titolare di  contratto  FIT  deve  svolgere  nel  percorso  formativo
triennale,  nonche'  le  modalita'  di   individuazione   del   tutor
scolastico. 
                               Art. 13 
 
                          Accesso al ruolo 
 
  1. Il terzo anno del percorso FIT e' finalizzato  specificamente  a
verificare la padronanza degli standard professionali  da  parte  dei
docenti e si conclude con una valutazione  finale.  Con  decreto  del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   da
adottare  entro 180  giorni  dall'entrata  in  vigore  del   presente
decreto, sono disciplinati le procedure e i criteri di verifica degli
standard professionali, le modalita' di verifica in itinere e  finale
incluse l'osservazione sul campo, la  struttura  del  bilancio  delle
competenze e del portfolio professionale. Il terzo anno del  percorso
FIT non e' ripetibile e, qualora valutato positivamente, assolve agli
obblighi di cui all'articolo 438 del decreto  legislativo  16  aprile
1994, n. 297, nel rispetto del vincolo di cui all'articolo  1,  comma
116, della legge 13 luglio 2015, n. 107. 
  2. La commissione di valutazione finale per l'accesso ai  ruoli  di
cui all'articolo 3, comma 7, e' presieduta dal  dirigente  scolastico
della scuola ove il titolare di contratto FIT  ha  prestato  servizio
nel terzo anno  del  contratto  medesimo.  La  commissione  comprende
altresi' sia docenti delle universita' o istituzioni  AFAM  impegnati
nei corsi di specializzazione di cui  all'articolo  9,  sia  i  tutor
universitario o accademico e coordinatore  dell'interessato,  nonche'
il tutor scolastico del terzo anno del contratto FIT. 
  3.  In  caso  di  valutazione  finale  positiva,  il  titolare  del
contratto FIT e' assegnato all'ambito territoriale presso il quale ha
prestato servizio nel corso del terzo anno del  contratto  e  gli  e'
attribuito un incarico triennale ai sensi dell'articolo 1, commi  dal
79 all'82, della legge 13 luglio 2015, n. 107. 
  4. L'accesso al ruolo e' precluso a coloro che non abbiano concluso
positivamente il percorso  FIT.  I  titolari  di  contratto  FIT  che
abbiano conseguito il diploma di specializzazione per  l'insegnamento
secondario ma  non  abbiano  concluso  positivamente,  per  qualunque
ragione, il percorso FIT,  sono  riammessi  alla  parte  residua  del
percorso esclusivamente previo  superamento  di  un  nuovo  concorso,
fatta salva la validita' del titolo di specializzazione eventualmente
conseguito ai sensi e per gli effetti dell'articolo 15, commi 1 e  6,
nonche' dell'articolo 16, commi 1 e 6. 
                               Art. 14 
 
Conferenza nazionale per la  formazione  iniziale  e  l'accesso  alla
                         professione docente 
 
  1. E' istituita la Conferenza nazionale per la formazione  iniziale
e  l'accesso  alla  professione  docente,   di   seguito   denominata
Conferenza, con l'obiettivo di coordinare e monitorare il sistema  di
cui all'articolo 1, comma 2, sulla base di un quadro  organico  delle
competenze della professione  docente,  da  aggiornare  continuamente
anche in  raffronto  con  i  principali  modelli  formativi  e  studi
internazionali. 
  2.  La  Conferenza  e'  costituita   con   decreto   del   Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca che  ne  stabilisce
composizione   e   regolamento   di   funzionamento.   E'    composta
pariteticamente da esperti provenienti dal sistema scolastico  e  dai
sistemi universitario e dell'alta formazione  artistica,  musicale  e
coreutica. 
  3. La Conferenza ha compiti consultivi e propositivi in merito a: 
    a) organizzazione, funzionamento e programmi  dei  percorsi  FIT,
articolati per curricula verticali; 
    b) ordinamenti didattici dei corsi  di  specializzazione  di  cui
all'articolo 9, commi 1 e 3. 
  4. Inoltre, la Conferenza: 
    a) monitora le attivita' e i risultati del  sistema,  promuovendo
eventuali azioni migliorative e correttive; 
    b) propone iniziative di raccordo e armonizzazione tra formazione
iniziale e formazione in servizio dei docenti. 
  5.  Ai  componenti  della   Conferenza   non   spettano   compensi,
indennita', gettoni di presenza,  rimborsi  spese  o  altre  utilita'
comunque denominate. I componenti della  Conferenza  provenienti  dal
sistema scolastico non sono esonerati dall'attivita' didattica. 
Capo IV Docenti e insegnanti tecnico-pratici delle scuole paritarie
                               Art. 15 
 
        Docenti e insegnanti tecnico-pratici su posto comune 
 
  1. Il possesso del diploma di specializzazione di cui  all'articolo
9 nella classe di concorso relativa all'insegnamento e'  utile  nelle
scuole secondarie paritarie,  per  insegnare  su  posto  comune,  con
contratto di docenza a tempo determinato o indeterminato e assolve al
requisito di cui all'articolo 1, comma 4, lettera g) della  legge  10
marzo 2000, n. 62. 
  2. Nelle scuole secondarie paritarie, possono  insegnare  su  posto
comune  anche  coloro  che  sono  iscritti  al  relativo   corso   di
specializzazione, per non piu' di tre anni  dall'immatricolazione  al
corso. 
  3. Possono  iscriversi  ai  percorsi  di  specializzazione  di  cui
all'articolo 9, comma 1, nell'ordine  di  una  graduatoria  stabilita
sulla  base  di  un  test  di  accesso  gestito   dalle   universita'
interessate, i soggetti in possesso dei requisiti di accesso  di  cui
all'articolo 5, commi 1 e 2, relativamente alla  classe  di  concorso
per cui intendono  conseguire  la  specializzazione.  E'  considerato
titolo prioritario per  l'ammissione  al  corso  di  specializzazione
essere  titolare  di  contratti  di  docenza  per  almeno  nove   ore
settimanali  nella  scuola  secondaria  sulla  classe   di   concorso
interessata, ed esserlo stati per almeno tre anni, presso una  scuola
paritaria, purche' detti contratti siano retribuiti sulla base di uno
dei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore. 
  4. Fermi restando i limiti derivanti dall'offerta  formativa  delle
universita' e delle istituzioni AFAM,  l'iscrizione  ai  percorsi  di
specializzazione avviene in sovrannumero rispetto  ai  vincitori  del
concorso  di  cui  all'articolo   3,   nell'ambito   di   contingenti
autorizzati dal Ministero dell'istruzione, dell'universita'  e  della
ricerca, determinati sulla base del fabbisogno delle scuole paritarie
e tenuto conto  della  disponibilita'  di  personale  gia'  abilitato
all'insegnamento o specializzato. 
  5. Le spese della frequenza dei corsi  di  specializzazione  per  i
soggetti di  cui  al  comma  3  sono  integralmente  a  carico  degli
interessati e ai medesimi non sono dovuti i compensi di cui  al  Capo
III. 
  6. Il possesso del titolo di specializzazione di  cui  al  presente
articolo non da' diritto  ad  agevolazioni  o  al  riconoscimento  di
titoli nell'ambito delle procedure concorsuali  di  cui  al  presente
decreto. 
                               Art. 16 
 
                    Docenti su posto di sostegno 
 
  1. Il possesso del diploma di specializzazione di cui  all'articolo
9 in pedagogia e didattica speciale  per  le  attivita'  di  sostegno
didattico e l'inclusione scolastica e' utile nelle scuole  secondarie
paritarie, per insegnare su  posto  di  sostegno,  con  contratto  di
docenza a tempo determinato o indeterminato e assolve al requisito di
cui all'articolo 1, comma 4, lettera g) della legge 10 marzo 2000, n.
62. 
  2. Nelle scuole secondarie paritarie, possono insegnare su posto di
sostegno  anche  coloro  che  sono  iscritti  al  relativo  corso  di
specializzazione, per non piu' di tre anni  dall'immatricolazione  al
corso. 
  3. Possono iscriversi al corso di specializzazione in  pedagogia  e
didattica  speciale  per  le  attivita'  di  sostegno   didattico   e
l'inclusione scolastica di cui all'articolo 9, comma  3,  nell'ordine
di una graduatoria stabilita sulla base di un test di accesso gestito
dalle universita' interessate, i soggetti in possesso  dei  requisiti
di accesso di cui all'articolo 5,  comma  3.  E'  considerato  titolo
prioritario per l'ammissione  al  corso  di  specializzazione  essere
titolare di contratti di docenza su posti di sostegno per almeno nove
ore settimanali nella scuola secondaria, ed esserlo stati per  almeno
tre anni, presso una scuola paritaria, purche' detti contratti  siano
retribuiti sulla base di uno dei contratti  collettivi  nazionali  di
lavoro del settore. 
  4. Fermi restando i limiti derivanti dall'offerta  formativa  delle
universita' e  delle  istituzioni  AFAM,  l'iscrizione  al  corso  di
specializzazione in pedagogia e didattica speciale per  le  attivita'
di  sostegno  didattico  e   l'inclusione   scolastica   avviene   in
sovrannumero rispetto ai vincitori del concorso di  cui  all'articolo
3,   nell'ambito   di   contingenti   autorizzati    dal    Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, determinati  sulla
base del fabbisogno delle  scuole  paritarie  e  tenuto  conto  della
disponibilita'  di  personale  gia'  abilitato   all'insegnamento   o
specializzato. 
  5. Le spese della frequenza dei corsi di specializzazione di cui al
presente articolo sono integralmente a carico degli interessati e  ai
medesimi non sono dovuti i compensi di cui al Capo III. 
  6. Il possesso del titolo di specializzazione di  cui  al  presente
articolo non da' diritto  ad  agevolazioni  o  al  riconoscimento  di
titoli nell'ambito delle procedure concorsuali  di  cui  al  presente
decreto. 
Capo V Fase transitoria
                               Art. 17 
 
  Disciplina transitoria per il reclutamento del personale docente 
 
  1. Sino al loro esaurimento ai sensi dell'articolo  1,  comma  105,
della legge 13 luglio 2015, n. 107, il 50  per  cento  dei  posti  di
docente vacanti e disponibili  nelle  scuole  secondarie  e'  coperto
annualmente ai sensi dell'articolo 399  del  decreto  legislativo  16
aprile 1994, n. 297, attingendo alle graduatorie  ad  esaurimento  di
cui all'articolo 1, comma 605, lettera c), della  legge  29  dicembre
2006, n. 296, ferma  restando  la  procedura  autorizzatoria  di  cui
all'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n.  449,  e  successive
modificazioni. All'avvenuto esaurimento  delle  predette  graduatorie
per ciascuna provincia, i posti destinati alle medesime si aggiungono
a quelli disponibili per le procedure di cui al comma 2. 
  2. Il 50 per cento dei posti di docente vacanti e disponibili nelle
scuole secondarie e' coperto annualmente, ferma restando la procedura
autorizzatoria di cui all'articolo 39 della legge 27  dicembre  1997,
n.  449,  e  successive  modificazioni,  mediante  scorrimento  delle
graduatorie di merito delle seguenti procedure concorsuali: 
    a) concorso bandito ai sensi dell'articolo 1,  comma  114,  della
legge 13 luglio 2015, n. 107, anche in deroga al  limite  percentuale
di cui all'articolo 400, comma 15, del decreto legislativo 16  aprile
1994, n. 297, limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio
minimo previsto  dal  bando,  sino  al  termine  di  validita'  delle
graduatorie medesime, fermo restando  il  diritto  all'immissione  in
ruolo per i vincitori del concorso; 
    b) concorso bandito, in ciascuna regione, ai sensi del  comma  3,
al quale, al netto dei posti utilizzati per la procedura di cui  alla
lettera a), e' destinato il 100% dei posti di cui all'alinea per  gli
anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020, nonche'  l'80%  per  gli  anni
scolastici 2020/2021 e 2021/2022, il 60% per  gli  anni  2022/2023  e
2023/2024, il 40% per gli anni 2024/2025 e 2025/2026, il 30% per  gli
anni 2026/2027 e 2027/2028 e il 20% per i bienni successivi,  sino  a
integrale scorrimento di ciascuna graduatoria di merito regionale. Le
frazioni di posto sono arrotondate per difetto; 
    c) concorsi banditi ai sensi del comma 7, ai quali, al netto  dei
posti utilizzati per le procedure di cui alle lettere a) e  b),  sono
destinati il 100% dei posti di cui all'alinea per  l'anno  scolastico
2020/2021, il 60% per l'anno scolastico 2021/2022,  il  50%  per  gli
anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, il 40% per gli anni scolastici
2024/2025 e 2025/2026, il 30% per gli  anni  scolastici  2026/2027  e
2027/2028 e il 20% per i bienni successivi. Le frazioni di posto sono
arrotondate per difetto; 
    d) concorsi banditi ai sensi delle ordinarie procedure di cui  al
Capo II, ai quali sono destinati i posti non utilizzati per quelle di
cui alle lettere a), b), e c). 
  3. La procedura di cui al comma 2, lettera b), bandita in  ciascuna
regione e per ciascuna classe di concorso e tipologia di posto  entro
febbraio 2018, e' riservata ai docenti  in  possesso,  alla  data  di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  di  titolo   abilitante
all'insegnamento nella scuola secondaria  o  di  specializzazione  di
sostegno per i medesimi gradi di istruzione, in deroga  al  requisito
di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) e  articolo  5,  comma  2,
lettera b). Ciascun soggetto puo' partecipare alla predetta procedura
in un'unica regione per tutte le classi di concorso  o  tipologie  di
posto per le quali  sia  abilitato  o  specializzato.  Sono  altresi'
ammessi con riserva al concorso per i posti di sostegno i docenti che
conseguono il relativo titolo di specializzazione entro il 30  giugno
2018, nell'ambito di procedure avviate entro la data  di  entrata  in
vigore del presente decreto. Gli insegnanti  tecnico-pratici  possono
partecipare al concorso purche' siano iscritti nelle  graduatorie  ad
esaurimento oppure nella seconda fascia di quelle di  istituto,  alla
data di entrata in vigore del presente decreto. Al fine  di  superare
il precariato e ridurre il ricorso ai contratti  a  termine,  per  la
partecipazione alla presente  procedura  straordinaria  e'  richiesto
l'ulteriore requisito di non  essere  titolari  di  un  contratto  di
lavoro a tempo indeterminato da docente presso le scuole statali. 
  4. La graduatoria di merito regionale comprende  tutti  coloro  che
propongono istanza di partecipazione ed e' predisposta sulla base dei
titoli posseduti e della valutazione conseguita in un'apposita  prova
orale di natura didattico-metodologica. Tra i  titoli  valutabili  e'
valorizzato il superamento di tutte le prove di  precedenti  concorsi
per il ruolo docente, nonche' il titolo di dottore di  ricerca.  Alla
prova orale, che non prevede un punteggio minimo, e' riservato il  40
per cento del punteggio complessivo attribuibile. 
  5. Lo scorrimento  di  ciascuna  graduatoria  di  merito  regionale
avviene annualmente, nel limite dei posti di cui al comma 2,  lettera
b), e comporta l'ammissione diretta ad un percorso costituito  da  un
unico anno disciplinato al pari del terzo anno del percorso  FIT,  ai
sensi degli articoli 10, 11 e 13. I soggetti  ammessi  a  detto  anno
sono esonerati dal conseguimento dei CFU/CFA di cui agli articoli  10
e 11, predispongono e svolgono  il  progetto  di  ricerca-azione  ivi
previsto sotto la guida  del  tutor  scolastico  e  sono  valutati  e
immessi in ruolo ai sensi dell'articolo 13.  L'ammissione  al  citato
percorso comporta la cancellazione da tutte le graduatorie di  merito
regionali, nonche' da  tutte  le  graduatorie  ad  esaurimento  e  di
istituto. Ciascuna graduatoria di merito regionale  e'  soppressa  al
suo esaurimento. 
  6.  Il  contenuto  del  bando,  i  termini  e   le   modalita'   di
presentazione delle istanze, di espletamento della prova orale  e  di
valutazione della prova e dei titoli, i titoli valutabili, nonche' la
composizione della commissione di valutazione sono  disciplinati  con
decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e   della
ricerca, da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto. 
  7. La procedura di cui al comma  2,  lettera  c),  e'  bandita  con
cadenza biennale  in  ciascuna  regione  e  per  ciascuna  classe  di
concorso e tipologia  di  posto,  ed  e'  riservata  ai  docenti  non
ricompresi tra quelli di cui al  comma  2  lettera  b),  che  abbiano
svolto  entro  il  termine  di   presentazione   delle   istanze   di
partecipazione un servizio di almeno tre anni  scolastici  anche  non
continuativi negli  otto  anni  precedenti,  pari  a  quello  di  cui
all'articolo 489 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.  297,  in
applicazione dell'articolo 11, comma 14, della legge 3  maggio  1999,
n. 124, in deroga al  requisito  di  cui  all'articolo  5,  comma  1,
lettera b) e articolo 5, comma 2, lettera b). Ciascun  soggetto  puo'
partecipare alla predetta procedura in un'unica regione per  ciascuna
tornata concorsuale, per le classi di concorso o tipologie  di  posto
per le quali abbia maturato un servizio di almeno un  anno  ai  sensi
del citato articolo 489 del decreto legislativo 16  aprile  1994,  n.
297. Il primo concorso di cui al presente comma e' bandito  entro  il
2018. 
  8. Le graduatorie di merito regionali sono predisposte  sulla  base
dei  titoli  posseduti  e  del  punteggio  conseguito   nelle   prove
concorsuali. Sono previste una prova scritta di  natura  disciplinare
ed  una  orale  di  natura  didattico-metodologica.  Tra   i   titoli
valutabili e'  valorizzato  il  superamento  di  tutte  le  prove  di
precedenti concorsi per il ruolo docente. 
  9. Lo scorrimento  di  ciascuna  graduatoria  di  merito  regionale
avviene annualmente, nel limite dei posti di cui al comma 2,  lettera
c)  e  comporta  l'ammissione  diretta  ad   un   percorso   biennale
disciplinato al  pari  del  primo  e  terzo  anno  del  percorso  FIT
costituito da un anno finalizzato  al  conseguimento  del  titolo  di
specializzazione di cui all'articolo 9 e un anno da svolgere ai sensi
degli articoli 10, 11 e 13.  I  soggetti  ammessi  a  detto  percorso
possono essere destinatari di contratti di supplenza  durante  l'anno
dedicato al  conseguimento  del  titolo  di  specializzazione,  fermo
restando l'obbligo di frequenza, sono esonerati dal conseguimento dei
CFU/CFA di cui agli articoli 10 e 11,  predispongono  e  svolgono  il
progetto di ricerca-azione ivi previsto  sotto  la  guida  del  tutor
scolastico e sono valutati e immessi in ruolo ai sensi  dell'articolo
13. 
  10. Il contenuto del bando, i titoli valutabili,  i  termini  e  le
modalita'  di  presentazione  delle  istanze,   di   espletamento   e
valutazione delle prove e dei titoli, nonche' la  composizione  della
commissione di valutazione sono disciplinati con il regolamento e  il
decreto di cui all'articolo 3, commi 6 e 7. 
                               Art. 18 
 
                       Altre norme transitorie 
 
  1. Nelle more della ridefinizione delle procedure per la rielezione
del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale, i
regolamenti, i decreti e gli atti  occorrenti  per  l'attuazione  del
presente decreto, sono perfetti ed  efficaci  anche  in  carenza  del
prescritto parere. 
Capo VI Norme finali
                               Art. 19 
 
                        Copertura finanziaria 
 
  1.  Nello  stato  di  previsione  del  Ministero   dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e' iscritto un Fondo, destinato alla
copertura degli  oneri  di  cui  all'articolo  8,  comma  2,  con  la
dotazione finanziaria di euro 20.826.000 per ciascuno degli anni 2019
e 2020, euro 45.630.000 per ciascuno degli anni  2021  e  2022,  euro
71.604.000 per ciascuno degli anni 2023 e 2024, euro  85.117.500  per
ciascuno degli anni 2025 e 2026  nonche'  euro  117.000.000  annui  a
decorrere  dall'anno  2027.  Al  riparto  del   Fondo   si   provvede
annualmente con decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze,
su proposta del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca. 
  2. Ai maggiori oneri derivanti dagli articoli 3,  8,  9  e  17  del
presente decreto, pari ad euro 7.009.000,00 nel 2018, euro 26.426.000
per ciascuno degli anni 2019 e 2020, euro 52.733.000 nel  2021,  euro
55.202.000 nel 2022, euro 82.750.000 nel 2023,  euro  84.034.000  nel
2024, euro 98.366.000 nel 2025, euro 101.398.000,00 nel 2026 ed  euro
135.211.000  annui  a  decorrere  dal  2027,  si  provvede   mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma  202,
della legge 13 luglio 2015, n. 107. 
  3. Dall'attuazione delle restanti disposizioni del presente decreto
non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. 
                               Art. 20 
 
Reclutamento per  le  istituzioni  scolastiche  con  insegnamento  in
                           lingua slovena 
 
  1. Contestualmente ai concorsi di cui al Capo II e all'articolo 17,
comma 2 lettera b), sono banditi i concorsi per i  posti  di  docente
presso le scuole con lingua d'insegnamento slovena e con insegnamento
bilingue sloveno-italiano. Ai concorsi si applicano  le  disposizioni
di cui al Capo II e all'articolo 17 e sono seguiti  dai  percorsi  di
cui al Capo III, fermo restando quanto previsto al presente articolo. 
  2.  I  concorsi  di  cui  al  comma  1  sono  banditi  dall'Ufficio
scolastico regionale  per  il  Friuli  Venezia-Giulia,  prevedono  lo
svolgimento degli scritti e  dell'orale  in  lingua  slovena  e  sono
integrati  con  contenuti  specifici   afferenti   alle   istituzioni
scolastiche in lingua slovena e bilingue. Nella relativa  commissione
giudicatrice e' presente almeno un membro con piena conoscenza  della
lingua slovena. 
                               Art. 21 
 
                           Disapplicazioni 
 
  1. Non si applicano ai concorsi per il reclutamento  del  personale
docente,  inclusi  gli  insegnanti  tecnico-pratici,   della   scuola
secondaria di primo e di secondo grado regolati dal presente  decreto
e banditi successivamente alla sua entrata in vigore, fermo  restando
quanto previsto all'articolo 13 in tema di valutazione del terzo anno
del percorso FIT, le seguenti disposizioni: 
    a) articolo 1, commi 109, 110, 115, 117, 118 e 119,  della  legge
13 luglio 2015, n. 107; 
    b) articoli 400, 402, 403, 404, 425, 426, 436 comma 1, 437,  438,
439, 440 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. 
                               Art. 22 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 17 e al comma 2,  le
disposizioni di cui al presente decreto si applicano ai concorsi  per
l'accesso ai ruoli di  docente  nella  scuola  secondaria,  su  posti
comuni   e   di   sostegno,   inclusi   quelli    degli    insegnanti
tecnico-pratici, banditi successivamente  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto. 
  2. I requisiti di cui all'articolo 5, comma 2, sono  richiesti  per
la  partecipazione  ai  concorsi  banditi  successivamente   all'anno
scolastico 2024/2025. Sino ad  allora,  per  i  posti  di  insegnante
tecnico pratico, rimangono fermi i requisiti previsti dal decreto del
Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 13 aprile 2017 
 
                             MATTARELLA 
 
                               Gentiloni  Silveri,   Presidente   del
                               Consiglio dei ministri 
 
                               Fedeli,   Ministro    dell'istruzione,
                               dell'universita' e della ricerca 
 
                               Madia, Ministro per la semplificazione
                               e la pubblica amministrazione 
 
                               Padoan, Ministro dell'economia e delle
                               finanze 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
FSI SCUOLA 18 GENNAIO 2018 PROSSIME LE ULTERIORI AZIONI CAUTELARI A TUTELA DEI DIPLOMATI MAGISTRALI NEL GIUDIZIO GIA’ PENDENTE INNANZI AL TAR ,MA AL MOMENTO NON SI PUO RICORRERE ALLA CEDU.
Allo stato attuale non appare utile presentare un nuovo ricorso di merito al TAR Lazio- Roma, secondo l’Avv. Maurizio Danza patrocinante il ricorso di FSI SCUOLA n. 08519/2017 attualmente pendente, poichè verrebbe respinto sulla base delle motivazioni espresse nella sentenza della Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che, con decisione n.11 del 2017, ha precisato come “Il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo istituite dall’art. 1, comma 605, lett. c), l. 27 dicembre 2006, n. 296”. La conferma proviene anche dalla recentissima sentenza del TAR Lazio  n. 00274/2018 , che sulla base dei precedenti cautelari della Sezione nn. 4647/2017 e 4739/2017 del 13 settembre 2017, n. 4881/2017, del 15 settembre 2017, e dei provvedimenti di chiusura della GAE (cfr. da ultimo, T.A.R. Lazio Roma, n. 8623/2017), ha riproposto il disposto della Adunanza Plenaria e dichiarando che non sussistono i presupposti per l’accoglimento del ricorso. Per quanto riguarda i ricorsi già pendenti innanzi al TAR Lazio, riteniamo opportuno attendere le sentenze della VI° sezione del Consiglio di Stato a cui è attribuito il contenzioso in materia scolastica, al fine di comprendere se la stessa si uniformerà all’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria. Solo allora valuteremo, anche in funzione dell’atteso parere della Avvocatura dello Stato in merito alla corretta interpretazione della pronuncia della Adunanza Plenaria , la possibilità di chiedere la fissazione di una udienza finalizzata ad una pronuncia cautelare, fondata sul pregiudizio grave ed irreparabile dei ricorrenti e del loro legittimo diritto a rapporti di lavoro sia a tempo determinato che indeterminato, sulla base delle procedure di immissione in ruolo di cui alla L.n.107/2015. In ogni caso, per coloro che fossero eventualmente destinatari di posto o ruolo, va rammentato che solo una imminente e preannunciata revoca che non può avvenire in modo automatico, ma presuppone che il provvedimento cautelare in forza del quale si è ottenuto l’inserimento venga revocato con la sentenza che definisce il giudizio, può essere posta a fondamento di una ulteriore richiesta di tutela in sede cautelare innanzi al TAR Lazio. Quanto al ricorso alla CEDU si rammenta che l’articolo 35,comma 1 della Convenzione Europea prevede che il ricorso possa essere presentato solo dopo che siano state esaurite tutte le procedure del diritto nazionale, cioè fino all’ultimo grado di giudizio. Quindi allo stato attuale, può partecipare al ricorso solo chi ha una sentenza definitiva ( nel caso di specie solo i ricorrenti soccombenti nel procedimento innanzi alla Adunanza Plenaria ). Ovviamente nel caso in cui la CEDU dovesse pronunciarsi a favore dei diplomati magistrali, la sentenza avrebbe effetti a favore di tutti coloro in possesso del diploma magistrale, dunque anche per quelli con ricorso pendente in primo grado innanzi al TAR Lazio-Roma nel giudizio con FSI SCUOLA. Fonte: http://www.fsiscuola.it/2018/01/18/fsi-scuola-18-gennaio-2018-prossime-le-ulteriori-azioni-cautelari-a-tutela-dei-diplomati-magistrali-nel-giudizio-gia-pendente-innanzi-al-tar-ma-al-momento-non-si-puo-ricorrere-alla-cedu/  
SCHEDA INFORMATIVA DIFFIDA MIUR PER IL RICONOSCIMENTO DELLA ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DOCENTE CONSEGUITA IN ROMANIA

OBIETTIVO

Tutela dei docenti che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento in Romania, a cui è stato negato il riconoscimento della stessa, poichè  il MIUR  ha sospeso l’iter di riconoscimento, richiedendo illegittimamente una integrazione documentale ad oggetto: “la regolare attestazione della competente autorità in Romania sul valore legale della formazione posseduta”, sulla base di quanto disposto dalla Direttiva Comunitaria n. 2005/36, “nelle stesse modalità e dalla stessa autorità” con cui viene rilasciata una dichiarazione di conformità ai cittadini rumeni per il riconoscimento della professione di docente in Italia ( il c.d. certificato “Adeverinta”). Allo stato attuale però, siccome non è possibile ricorrere dinnanzi al competente TAR del Lazio, in quanto non esiste un provvedimento esplicito di rigetto delle istanze di riconoscimento, chi ha ricevuto la richiesta di integrazione documentale può presentare la diffida al MIUR, quale primo atto finalizzato all’eventuale ricorso al TAR Lazio-Roma. DOCUMENTAZIONE DA INVIARE:
  • copia della procura firmata e scansionata ( per email)  
  • copia del documento di identità e del codice fiscale
  • email dettagliata in merito agli eventuali rapporti intercorsi con il MIUR, data di presentazione della richiesta finalizzata al riconoscimento della professione docente
  • copia della richiesta della integrazione documentale del MIUR ad oggetto la regolare attestazione della competente autorità in Romania sul valore legale della formazione posseduta
  • copia dell’avvenuto bonifico per euro 50 previsto per la “ diffida individuale” che sarà formulata con motivazioni di fatto e di diritto.

TEMPI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE ALLE INIZIATIVE

Tutta la documentazione necessaria dovrà essere inviata per email entro il 31 gennaio 2018 a avvdanza@libero.it per le diffide individuali, mentre per le diffide collettive a danza.ricorsoestero@gmail.com. COSTI DI PARTECIPAZIONE ALLA DIFFIDA INDIVIDUALE Il costo per la diffida individuale è di € 50,00, da bonificare direttamente all’Avv. Maurizio Danza. La somma è comprensiva di tutto (diritti, onorari, IVA, CAP, spese vive). Il pagamento dovrà essere effettuato mediante bonifico pari ad € 50,00 alle seguenti coordinate bancarie FINECO  IBAN IT60T0301503200000000099304  -Intestato  a Maurizio Danza  causale:  Diffida MIUR riconoscimento abilitazione  Romania Coloro che invece intendono partecipare alla “diffida collettiva gratuita” ( priva di specifiche motivazioni in fatto ed in diritto) di FSI Scuola, dovranno rivolgersi allo scrivente tramite i referenti Nazionali di FSI Scuola Esteri o territoriali di FSI Scuola, indicandone il nominativo nella email danza.ricorsoestero@gmail.com

INFORMAZIONI

Per le informazioni relative alla diffida inviare una mail all’indirizzo avvdanza@libero.it o consultare il sito www.avvocatomauriziodanza.com
Abilitazione / Specializzazione sostegno in Romania anche per diplomati magistrale ante 2001/2002
Il contenuto del presente articolo non è più valido. Coloro che sono in possesso solo del diploma magistrale e gli ITP non possono accedere ad oggi all'abilitazione all'insegnamento e al sostegno in Romania.

A tutti coloro che sono in possesso di Diploma Magistrale conseguito prima dell'anno scolastico 2001/2002 era preclusa, fino a poco tempo fa, la possibilità di ottenere, In Romania, l'abilitazione per diventare insegnante di sostegno. In tale Paese, infatti, questo tipo di formazione era da considerarsi esclusivamente post universitaria.

Da oggi le cose cambiano. Una delle tanto attese novità è dunque arrivata.

In Italia, il diploma magistrale ante 2001/2002 è abilitante, come noto, per l'insegnamento nella scuola primaria e dell'infanzia. Per il sostegno, è necessario conseguire la relativa specializzazione attraverso i prestabiliti percorsi formativi. Infatti, il diploma in questione rappresenta uno dei requisiti essenziali per l'accesso ad un itinerario formativo speciale finalizzato all'ottenimento della specializzazione al sostegno.

Attraverso i servizi offerti da abilitazioninsegnamento.it è possibile seguire il percorso formativo finalizzato al conseguimento della specializzazione per diventare insegnante di sostegno e quindi riuscire ad entrare in possesso dei crediti necessari per accedere al ruolo. Da oggi, anche i DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002 possono usufruire dei nostri servizi per l'acquisizione del Titolo di Specializzazione al Sostegno.

Decidere di diventare Insegnante di Sostegno rappresenta una scelta di grande maturità umana e sociale, in quanto comporta la consapevolezza di seguire con dedizione ed amore alunni con esigenze particolari, stando accanto a loro con il desiderio di sostenerli nell'apprendimento e nell'integrazione. Attualmente l'insegnante di sostegno rappresenta una delle posizioni maggiormente richieste dalla scuola italiana. Una figura fortemente ricercata e il cui numero non risulta essere sufficiente in base alla crescita delle richieste degli Istituti scolastici di personale debitamente formato e in grado di fornire il supporto idoneo agli alunni affetti da patologie che necessitano di assistenza diretta e quotidiana.

SPECIALE MASTER DI SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO ITALIA / ROMANIA IN PARTENZA A MARZO 2018: link

 

Se intendi conseguire la specializzazione sostegno, contattaci!

AbilitazionInsegnamento.IT saprà sostenerti nel cammino di studio e formazione e guidarti nell'espletamento delle pratiche burocratiche.

Chiedi informazioni per saperne di più: Pagina contatti

MASTER di specializzazione sostegno, EDIZIONE SPECIALE misto Italia-Romania riservato a Diplomati Magistrale ante 2001/2002
Da marzo partirà un’edizione speciale dei corsi di specializzazione sostegno riservato a diplomati ex magistrale ante 2001/2002 che si svolgeranno in parte in Italia e in parte in Romania. Questi nuovi corsi di abilitazione al sostegno sono stati creati per venire incontro alle esigenze degli studenti provenienti dall’Italia. I corsi avranno una durata di 1500 ore distribuite su 8 mesi e consentiranno di acquisire 60 CFU. In Romania, gli studenti svolgeranno il tirocinio e l’esame finale. È possibile iscriversi entro il 28 febbraio 2018, per informazioni scrivere qui: pagina contatti
Come faccio a diventare docente nella scuola in Italia?
Per diventare docenti nella scuola italiana è necessario:
  • conseguire il titolo di studio di accesso all’insegnamento (Laurea, Diploma e così via)
  • conseguire l’abilitazione all’insegnamento.

Conseguimento del titolo di studio di accesso all’insegnamento

Chi possiede i soli titoli di accesso all'insegnamento può essere inserito nelle graduatorie di Istituto di III fascia esclusivamente per incarichi di supplenza a tempo determinato. Le graduatorie hanno durata triennale e sono aggiornate a seguito dell'emanazione di appositi decreti. Le graduatorie attualmente in vigore hanno validità per il triennio 2017/20 (salvo diversi interventi normativi) e le relative procedure sono state indette con Decreto minsteriale 374 del 1 giugno 2017

Conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento

L'abilitazione all'insegnamento consente l'inserimento nella II fascia delle graduatorie di Istituto, per incarichi di supplenza a tempo determinato. Il requisito dell’abilitazione, inoltre, consente la partecipazione ai concorsi per titoli ed esami, dalle cui graduatorie di merito si attinge annualmente per l’immissione in ruolo a tempo indeterminato. Con il decreto  legislativo 59/2017  sono apportate modifiche e innovazioni anche al sistema di reclutamento e ai requisiti di accesso ai concorsi. Le immissioni in ruolo a tempo indeterminato sono effettuate per il 50%  da graduatorie ad esaurimento  e per il 50% da graduatoria concorsuale  sui posti annualmente disponibili.

Titoli di accesso all'insegnamento per la scuola dell’infanzia e primaria

Per la scuola dell'infanzia e primaria i titoli di accesso all’insegnamento, che sono anche abilitanti, sono i seguenti:
  • Laurea in Scienze della formazione primaria, sia di vecchio ordinamento (articolo 6, Legge 169 del 2008) sia di nuovo ordinamento (articolo 6 Decreto ministeriale 249 del 2010);.
  • Diploma di Istituto Magistrale o di Scuola magistrale (solo scuola dell’Infanzia) o Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguiti entro l'anno scolastico 2001-2002 (Decreto Ministeriale 10 marzo 1997).

Titoli di accesso all'insegnamento per la scuola secondaria di I e II grado

Per la scuola secondaria di I e II grado: Gli esami o CFU richiesti dal Decreto del Presidente della Repubblica 19 del 2016 possono essere conseguiti durante il corso di laurea (triennale, specialistica, magistrale), tramite corsi post-lauream (scuole di specializzazione, master universitari e così via), tramite corsi singoli universitari. I laureati Vecchio Ordinamento dovranno sostenere esami di nuovo ordinamento da 12 CFU per ciascuna annualità richiesta e con la stessa denominazione riportata nel Decreto del Presidente della Repubblica 19 del 2016. Qualora le università non rendano più disponibili esami con le denominazioni citate nel Decreto del Presidente della Repubblica 19 del 2016, ovvero non trovino diretta equipollenza con un altro esame, potranno essere sostenuti i corrispondenti esami nei SSD-Settori Scientifico Disciplinari previsti per le lauree di Nuovo ordinamento (Settori Scientifico Disciplinari). Laddove il Decreto del Presidente della Repubblica 19 del 2016 indichi diversi Settori Scientifico Disciplinari per un totale di CFU, è possibile distribuire liberamente i crediti tra uno o più dei Settori Scientifico Disciplinari indicati.

L’Abilitazione all’insegnamento per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria

Il Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti (Decreto ministeriale 249 del 10 settembre 2010) ha definito i percorsi universitari per acquisire l'abilitazione. Con l'approvazione del Decreto legislativo 59 del 13 aprile 2017, (Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondari per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’art. 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015 n. 107), queste norme restano in vigore solo per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Per la scuola primaria e dell’infanzia, infatti, l’abilitazione si consegue al termine di un corso di laurea magistrale quinquennale (Scienze della Formazione primaria), comprensivo di tirocinio. Tale abilitazione consente l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di Istituto per il conferimento degli incarichi a tempo determinato e la partecipazione ai Concorsi per titoli ed Esami, che hanno cadenza triennale (l’ultimo si è svolto nel 2016).

L’Abilitazione all’insegnamento per la scuola secondaria di I e II grado

Il Decreto legislativo 59 del 2017 sul nuovo sistema di formazione e reclutamento ha apportato diverse modifiche alle procedure abilitanti e di assunzione. In particolare, ai futuri concorsi a cattedra (con cadenza biennale a partire dal 2018) potranno partecipare tutti i docenti in possesso del prescritto titolo di studio: l'abilitazione si acquisirà attraverso un percorso triennale (FIT). Nella fase transitoria, sono previsti concorsi riservati per i docenti già abilitati alla data di entrata in vigore del Decreto legislativo 59 del 2017 (31 maggio 2017) e per coloro che, alla data del bando, avranno maturato almeno tre anni di servizio.

Il nuovo sistema di reclutamento nella scuola secondaria

Il nuovo sistema di reclutamento, denominato Formazione Iniziale, Tirocinio e Inserimento (FIT), prevede tre procedure concorsuali per l’immissione in ruolo.
  • La prima riguarda i docenti in possesso di titolo abilitante per i quali  non è prevista nessuna  prova scritta  ma solo una prova orale.
  • La seconda è riservata ai docenti iscritti nella III fascia delle graduatorie d’istituto con almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni. È prevista una sola prova scritta e una orale e i vincitori saranno avviati a un percorso FIT.
  • La terza è rivolta agli aspiranti docenti in possesso di laurea, per i quali sono richiesti 24 CFU aggiuntivi. Si tratta dell’avvio del nuovo sistema di formazione e reclutamento che prevede un corso di formazione (FIT), per coloro che superano le prove concorsuali, della durata di tre anni. Durante il percorso FIT si consegue l’abilitazione all’insegnamento. Le modalità di conseguimento dei CFU necessari, secondo le nuove disposizioni dettate dal Decreto legislativo 59 del 2017, attuativo della Legge 107 del 2015, sono stati disciplinati con Decreto ministeriale 616 del 10 agosto 2017.
I decreti attuativi delle procedure sopra descritte, sono in corso di definizione. Argomenti correlati Argomenti e servizi>Scuola>Assunzioni e posizioni economiche>Accesso alla professione docente
Link articolo originale MIUR
I due pareri del CSPI sui concorsi per abilitati nella scuola secondaria
Il CSPI si è espresso, di recente, sui due schemi di decreto che disciplinano la procedura concorsuale riservata ai docenti abilitati nella scuola secondaria. Dopo un’attenta ed apprezzata istruttoria da parte della specifica Commissione consiliare sui due provvedimenti, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – nell’adunanza plenaria dello scorso 29 novembre – si è espresso con due puntuali pareri con i quali sono fornite all’Amministrazione utili e precise indicazioni per un miglioramento sia del testo che della procedura. I due schemi di decreto riguardano rispettivamente a) la disciplina del concorso di cui all’articolo 17, comma 2, lett. b) del decreto legislativo 59/2017 (procedura riservata ai docenti precari di scuola secondaria in possesso, alla data di entrata in vigore del su indicato decreto legislativo, del titolo di abilitazione all’insegnamento o di specializzazione all’insegnamento di sostegno per lo stesso grado di istruzione); b) la valutazione del percorso annuale che assolve all’anno di prova per i candidati inseriti nelle graduatorie di merito regionali del predetto concorso (procedure e criteri concernenti la verifica degli standard professionali in itinere e finali dei docenti ammessi al percorso FIT). Continua a leggere: link articolo originale
Fedeli: iniziative per sopperire alla carenza di insegnanti di sostegno
Il 6 Dicembre 2017, nel question time che si è svolto alla camera dei deputati,  il Ministro dell'istruzione italiana Fedeli ha riferito che:
Per ovviare alla carenza di docenti specializzati sul sostegno, il MIUR, quest'anno, ha adottato due decreti, il n. 141 e il n. 226, di marzo e di aprile, con cui è stato avviato un corso di specializzazione per il sostegno alle alunne e agli alunni con disabilità per complessivi 9.949 posti, corrispondenti alla capacità massima di accoglienza offerta dalle università di tutto il Paese.
ha aggiunto che:
il decreto legislativo n. 59, che si occupa del reclutamento e della formazione iniziale dei docenti, ha previsto un nuovo modello di assunzione che conferma l'attenzione alla qualità della formazione, professionalizzando sempre di più la figura del docente di sostegno, facendo in modo che i giovani che vinceranno i nuovi concorsi saranno formati adeguatamente grazie alla frequenza di un apposito percorso universitario in pedagogia e didattica speciale.
  Risposta completa del ministro dell'istruzione: http://www.rapportiparlamento.gov.it/question-time/6-dicembre-2017-camera/fedeli-iniziative-per-sopperire-alla-carenza-di-insegnanti-di-sostegno/  
Dirigenti scolastici, al via le domande per partecipare al nuovo concorso
Dirigenti scolastici, al via le domande per partecipare al nuovo concorso. Ecco il sito dedicato: http://www.istruzione.it/concorso_ds/domanda_online.shtml concorso dirigenti
concorso dirigenti scolastici: il testo del concorso

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DIPARTIMENTO PER IL SISTEMA EDUCATIVO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

CONCORSO
Corso-concorso  nazionale,  per  titoli  ed  esami,  finalizzato   al
  reclutamento  di  dirigenti  scolastici   presso   le   istituzioni
  scolastiche statali. 
(GU n.90 del 24-11-2017)
 
 
                        IL DIRETTORE GENERALE 
                     per il personale scolastico 
 
     Vista la legge 10 giugno 1982, n. 349, recante  «Interpretazione
autentica  delle  norme  in  materia   di   valutabilita'   dell'anno
scolastico e di requisiti di  ammissione  ai  concorsi  direttivi  ed
ispettivi  nelle  scuole  di  ogni  ordine  e  grado  nonche'   norme
integrative in materia di concorsi direttivi e ispettivi»; 
    Vista la legge 7 agosto 1990, n.  241  recante  «Nuove  norme  in
materia di procedimento amministrativo e di  diritto  di  accesso  ai
documenti amministrativi»  e  successive  modificazioni,  nonche'  il
decreto del Presidente della  Repubblica  12  aprile  2006,  n.  184,
regolamento recante «Disciplina in materia di  accesso  ai  documenti
amministrativi»; 
    Vista la legge 19 novembre 1990, n. 341, recante  «Riforma  degli
ordinamenti didattici universitari» e successive modificazioni; 
    Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120, concernente norme a  favore
dei privi della vista per l'ammissione ai pubblici concorsi; 
    Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante «Legge-quadro per
l'assistenza,  l'integrazione  sociale  e  i  diritti  delle  persone
handicappate» e successive modificazioni; 
    Visto il decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  7
febbraio  1994,  n.  174,  e  successive  modificazioni,  concernente
«Regolamento recante norme sull'accesso  dei  cittadini  degli  Stati
membri  dell'Unione  europea   ai   posti   di   lavoro   presso   le
amministrazioni pubbliche» ed in  particolare,  l'art.  1,  comma  1,
lettera a); 
    Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni, con il quale e' stato approvato il testo  unico  delle
disposizioni legislative in  materia  di  istruzione,  relative  alle
scuole di ogni ordine e grado; 
    Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9  maggio  1994,
n. 487, recante «Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi
nelle pubbliche amministrazioni e le  modalita'  di  svolgimento  dei
concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme  di  assunzione  nei
pubblici impieghi» e successive modificazioni; 
    Visto il decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  23
marzo  1995,  concernente   la   determinazione   dei   compensi   da
corrispondere ai  componenti  delle  commissioni  esaminatrici  e  al
personale addetto alla sorveglianza  di  tutti  i  tipi  di  concorso
indetti dalle amministrazioni pubbliche; 
    Visto il decreto interministeriale del 12 marzo 2012 con cui sono
rideterminati i  compensi  per  i  componenti  delle  commissioni  di
concorso finalizzati al reclutamento dei dirigenti scolastici,  fermo
restando quello previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 23 marzo  1995  per  i  segretari  delle  commissioni,  come
ridotto ai sensi dell'art. 6, comma 3, del decreto-legge  n.  78  del
2010, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1,  comma  1,
della legge 30 luglio 2010, n. 122; 
    Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127,  recante  «Misure  urgenti
per lo snellimento dell'attivita' amministrativa e  dei  procedimenti
di decisione e di controllo» e successive modificazioni; 
    Vista la legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante «Misure  per  la
stabilizzazione della finanza pubblica»  e  successive  modificazioni
ed, in particolare, l'art. 39; 
    Vista la legge  3  maggio  1999,  n.  124  recante  «Disposizioni
urgenti in materia  di  personale  scolastico»  ed,  in  particolare,
l'art. 11, comma 14; 
    Vista la circolare 24 luglio 1999 del Dipartimento della funzione
pubblica concernente l'applicazione dell'art. 20 della  legge  quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale e i  diritti  delle  persone
handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104) - portatori di  handicap
candidati ai concorsi pubblici; 
    Visto il decreto del Ministro dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica  e  tecnologica  3  novembre  1999,   n.   509,   recante
«Regolamento recante norme concernenti  l'autonomia  didattica  degli
atenei»; 
    Visto il decreto del  Presidente  della  Repubblica  28  dicembre
2000, n. 445, recante «Testo unico delle disposizioni  legislative  e
regolamentari  in  materia  di   documentazione   amministrativa»   e
successive modificazioni; 
    Visto il decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  recante
«Norme generali sull'ordinamento del  lavoro  alle  dipendenze  delle
amministrazioni   pubbliche»,   e   successive   modificazioni,   con
particolare riferimento all'art. 25; 
    Visto il decreto-legge 25  settembre  2002,  n.  212,  convertito
dalla legge 29 novembre 2002, n. 268, recante «Misure urgenti per  la
scuola, l'universita', le ricerca scientifica e tecnologica e  l'alta
formazione  artistica  e  musicale»,  con   particolare   riferimento
all'art. 6, comma 1, lettera c) e successive modificazioni; 
    Visto il decreto legislativo 30  giugno  2003,  n.  196,  recante
«Codice in materia di protezione dei  dati  personali»  e  successive
modificazioni; 
    Visti i decreti  legislativi  9  luglio  2003,  nn.  215  e  216,
concernenti, rispettivamente, l'attuazione della direttiva 2000/43 CE
per la parita' di trattamento tra le persone, indipendentemente dalla
razza e dall'origine etnica, e l'attuazione della  direttiva  2000/78
CE per la parita' di trattamento tra le persone, senza distinzione di
religione, di convinzioni  personali,  di  handicap,  di  eta'  e  di
orientamento sessuale; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca e del Ministro per la funzione pubblica 5 maggio  2004,
recante equiparazioni dei diplomi di laurea (D.L.) secondo il vecchio
ordinamento alle nuove classi delle lauree specialistiche (L.S.),  ai
fini della partecipazione ai concorsi pubblici; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della  ricerca  22  ottobre  2004,  n.  270,  recante  «Modifiche  al
regolamento recante norme  concernenti  l'autonomia  didattica  degli
atenei approvato con decreto del Ministro  dell'universita'  e  della
ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509»; 
    Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice
dell'amministrazione digitale» e successive modificazioni; 
    Visto  il  decreto  del  Ministro  della  pubblica  istruzione  7
dicembre 2006, n. 305, regolamento recante «Identificazione dei  dati
sensibili  e  giudiziari  trattati  e   delle   relative   operazioni
effettuate dal Ministero della pubblica istruzione»; 
    Visto il decreto legislativo 11  aprile  2006,  n.  198,  recante
«Codice delle pari  opportunita'  tra  uomo  e  donna»  e  successive
modificazioni; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 16 marzo 2007 recante la determinazione delle classi di
laurea magistrale; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca e  del  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e
l'innovazione 9 luglio 2009, recante  equiparazioni  tra  diplomi  di
lauree  vecchio   ordinamento,   lauree   specialistiche   e   lauree
magistrali, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi; 
    Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, recante  «Disposizioni  per
lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita'  nonche'
in materia di processo civile», e  successive  modificazioni,  ed  in
particolare l'art. 32; 
    Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009,  n.  150,  relativo
all'attuazione della  legge  4  marzo  2009,  n.  15  in  materia  di
ottimizzazione  della  produttivita'  del  lavoro   pubblico   e   di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e successive
modificazioni; 
    Visto il decreto-legge 9 febbraio  2012,  n.  5,  convertito  con
modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, recante «Disposizioni
urgenti in  materia  di  semplificazione  e  sviluppo»  e  successive
modificazioni; 
    Visto il decreto-legge 21 giugno  2013,  n.  69,  convertito  con
modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, recante «Disposizioni
urgenti per il rilancio dell'economia» ed, in particolare, l'art. 42; 
    Visto il decreto-legge 31 agosto 2013, n.  101,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  30  ottobre  2013,  n.   125,   recante
«Disposizioni  urgenti  per  il   perseguimento   di   obiettivi   di
razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni» ed in  particolare
l'art. 4, comma 3-septies; 
    Vista la legge 13 luglio  2015,  n.  107,  recante  «Riforma  del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti»; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca n. 138 del 3 agosto 2017 recante  «Regolamento  per  la
definizione  delle   modalita'   di   svolgimento   delle   procedure
concorsuali per l'accesso ai ruoli  della  dirigenza  scolastica,  la
durata del corso e le forme di valutazione dei candidati  ammessi  al
corso, ai sensi dell'art. 29 del decreto legislativo 30  marzo  2001,
n. 165, come  modificato  dall'art.  1,  comma  217  della  legge  28
dicembre 2015, n. 208»; 
    Vista l'errata corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21
ottobre 2017, n. 247, Serie generale, che da'  notizia  dell'avvenuta
correzione di errori di stampa nella Gazzetta  Ufficiale  del  citato
decreto del Ministro 3 agosto 2017, n. 138; 
    Vista la consistenza  delle  dotazioni  organiche  dei  dirigenti
scolastici; 
    Tenuto conto dei dati rilevati a mezzo  del  sistema  informativo
del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e ricerca, in  ordine
al numero dei posti da mettere a concorso; 
    Vista la nota n. UGM_FP2814 del 31 ottobre 2017 del Ministro  per
la semplificazione e la pubblica amministrazione,  con  la  quale  e'
stata espressa l'assenza di motivi ostativi all'avvio della procedura
di reclutamento di cui trattasi; 
    Vista la nota n. 203483  del  13  novembre  2017,  del  Ministero
dell'economia e delle finanze, con la quale  la  Ragioneria  generale
dello  Stato,  segnala  di  «non  avere  ulteriori  osservazioni   da
formulare sulla quantificazione degli oneri per lo svolgimento  della
procedura concorsuale e sulla correlata sostenibilita' degli stessi»; 
    Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca n. 908 del 15 novembre 2017, registrato alla Corte  dei
conti in data 20 novembre 2017, reg.ne prev. n. 2253 con il quale  e'
autorizzato l'avvio delle  procedure  di  reclutamento  di  dirigenti
scolastici di cui all'art. 29, comma 1, del decreto  legislativo  del
30 marzo 2001, n. 165 per un contingente pari a  2425  unita',  fermo
restando  quanto  previsto  all'art.  19,  commi  5  e  seguenti  del
decreto-legge 6 luglio 2011,  n.  98,  convertito  con  modificazioni
dalla legge 15 luglio 2011, n.  111,  nonche'  lo  scorrimento  delle
graduatorie esistenti per il reclutamento  dei  dirigenti  scolastici
anche in attuazione dell'art. 1, comma  92,  della  legge  13  luglio
2015, n. 107; 
    Visto  il  vigente  Contratto  collettivo  nazionale  di   lavoro
dell'autonoma Area della dirigenza scolastica del comparto scuola; 
    Informate le organizzazioni sindacali rappresentative; 
 
                              Decreta: 
 
 
                               Art. 1 
 
 
                             Definizioni 
 
 
    1.  Ai  fini  del  presente  decreto  si  applicano  le  seguenti
definizioni: 
      a) Ministro: Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca; 
      b) Ministero:  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della ricerca; 
      c)  USR:  Ufficio  scolastico  regionale  o  Uffici  scolastici
regionali; 
      d) Dirigenti preposti agli USR: direttori generali degli USR  o
i dirigenti di II fascia preposti alla direzione di un USR; 
      e) DM:    il    decreto    del    Ministro     dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca n. 138 del 3  agosto  2017  recante:
«Regolamento per la definizione delle modalita' di svolgimento  delle
procedure  concorsuali  per  l'accesso  ai  ruoli   della   dirigenza
scolastica, la durata  del  corso  e  le  forme  di  valutazione  dei
candidati ammessi  al  corso,  ai  sensi  dell'art.  29  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'art. 1, comma
217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208»; 
      f)  Direttore  generale:  Direttore  generale   preposto   alla
direzione  competente  per  gli  indirizzi  generali  relativi   alla
disciplina giuridica ed economica del personale scolastico; 
      g) Legge: la legge 13 luglio 2015, n. 107 recante  riforma  del
sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti; 
      h) CRUI: la Conferenza dei rettori delle universita' italiane; 
      i)  CEF:  il  Common  European  Framework  of  References   for
Languages come definito dal Consiglio europeo. 
                               Art. 2 
 
 
Organizzazione e contingente dei posti da destinare al concorso e  al
                         corso di formazione 
 
 
    1. Ai sensi dell'art. 29, comma 1,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165 ed in  attuazione  del  decreto  ministeriale,  e'
indetto un corso-concorso selettivo nazionale,  organizzato  su  base
regionale, per il reclutamento  di  dirigenti  scolastici  nei  ruoli
regionali presso le istituzioni scolastiche statali, inclusi i centri
provinciali per l'istruzione degli adulti. 
    2. Il numero dei posti messi a concorso a livello  nazionale,  in
relazione all'autorizzazione di cui al decreto del  Ministro  n.  908
del 15 novembre 2017, e' determinato in n. 2416 posti complessivi. 
    3. Il numero dei posti destinato al corso di formazione nazionale
e' determinato in n. 2900 posti complessivi, ai  sensi  dell'art.  4,
comma 5, del DM. 
    4. Sono, altresi', destinati n. 9 posti alle scuole con lingua di
insegnamento slovena e  con  insegnamento  bilingue  sloveno-italiano
della regione autonoma del Friuli Venezia-Giulia che  provvedera'  ad
indire apposito bando. 
                               Art. 3 
 
 
                  Requisiti generali di ammissione 
 
 
    1. Al concorso di cui all'art. 2 e'  ammesso  a  partecipare,  ai
sensi dell'art. 6 del DM, il personale  docente  ed  educativo  delle
istituzioni scolastiche ed educative statali assunto con contratto  a
tempo indeterminato, confermato in ruolo  ai  sensi  della  normativa
vigente,  purche'  in  possesso  di  diploma  di  laurea  magistrale,
specialistica ovvero di  laurea  conseguita  in  base  al  previgente
ordinamento (1) , di diploma accademico di secondo livello rilasciato
dalle  istituzioni  dell'alta  formazione   artistica,   musicale   e
coreutica  ovvero  di  diploma  accademico  di  vecchio   ordinamento
congiunto con diploma di istituto  secondario  superiore,  che  abbia
effettivamente reso, nelle istituzioni scolastiche ed  educative  del
sistema nazionale di istruzione, un servizio di almeno  cinque  anni,
ove il servizio di insegnamento, anche se  maturato  antecedentemente
alla stipula del contratto a tempo indeterminato, si intende prestato
per un anno intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni
o se sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino  al
termine delle operazioni di scrutinio finale. 
    2. Sono altresi' considerati validi i titoli di studio conseguiti
all'estero   e   riconosciuti   equivalenti    attraverso    apposito
provvedimento delle autorita' accademiche entro la data  di  scadenza
del termine per la presentazione della domanda di ammissione. 
    3. Ai fini  dell'ammissione  al  concorso,  si  considera  valido
soltanto il servizio di ruolo effettivamente prestato con  esclusione
dei periodi di retrodatazione giuridica. 
    Sono considerati validi ai fini  del  riconoscimento  dei  cinque
anni, i servizi valutabili a  tutti  gli  effetti  come  servizio  di
preruolo nelle scuole paritarie che abbiano avuto riconoscimento  con
la legge 10 marzo 2000, n. 62. 
    4. I candidati devono, altresi', possedere i  requisiti  generali
per l'accesso all'impiego nelle pubbliche  amministrazioni  richiesti
dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. Ai
fini della verifica del possesso dell'idoneita'  fisica  all'impiego,
l'Amministrazione si riserva  la  facolta'  di  sottoporre  a  visita
medica di controllo i vincitori del concorso in base  alla  normativa
vigente. 
    5. I requisiti prescritti devono essere posseduti  alla  data  di
scadenza  del  termine  per  la  presentazione   della   domanda   di
ammissione. 
    6. Tutti i candidati sono ammessi  al  concorso  con  riserva  di
accertamento del possesso  dei  requisiti  di  ammissione  dichiarati
nella domanda. In caso di carenza degli stessi, l'USR  della  regione
di titolarita' dei candidati comunica formalmente  i  nominativi  dei
candidati che difettano di uno o piu' requisiti di  ammissione,  alla
direzione  generale  del  personale   scolastico   che   ne   dispone
l'esclusione  immediata  in   qualsiasi   momento   della   procedura
concorsuale. 

(1) Ai sensi della legge  18  giugno  2002,  n.136  il  diploma  ISEF
    equivale a laurea triennale e non gia' quadriennale, magistrale o
    equivalente. Pertanto per la partecipazione al concorso di cui al
    presente bando, e' necessario che coloro che  abbiano  conseguito
    il diploma di laurea in scienze motorie debbano  aver  conseguito
    anche un'apposita laurea specialistica. Analogamente,  il  titolo
    di Baccalaureato rilasciato da  una  Universita'  pontificia  non
    puo'  essere  considerato  quale  titolo  di  accesso  in  quanto
    equivalente ad  un  diploma  universitario.  Infine,  nemmeno  il
    Magistero in Scienze religiose  puo'  consentire  l'accesso  alla
    procedura concorsuale in quanto e' da  ritenersi  applicabile  la
    disciplina contenuta nella legge 11  luglio  2002,  n.  148,  che
    demanda alla competenza delle Universita'  e  degli  Istituti  di
    istruzione universitaria (art. 2) nonche'  delle  amministrazioni
    statali (art. 5) la facolta' di riconoscimento dei  cicli  e  dei
    periodi di  studi  svolti  all'estero  e  dei  titoli  di  studio
    stranieri. 
                               Art. 4 
 
 
Termine, contenuto e modalita'  di  presentazione  delle  istanze  di
                           partecipazione 
 
 
    1. Per la partecipazione alla procedura concorsuale e' dovuto  ai
sensi dell'art. 4, comma 3-septies del decreto-legge 31 agosto  2013,
n. 101, il pagamento di un diritto di  segreteria  pari  ad  €  10,00
(dieci). Il pagamento deve essere effettuato  esclusivamente  tramite
bonifico bancario sul conto intestato a:  sezione  di  tesoreria  348
Roma Succursale, IBAN: IT 45C 01000 03245 348 0 13 2409 00,  Causale:
«Corso-concorso dirigenti scolastici - nome e cognome del candidato -
codice  fiscale  del  candidato»  e  dichiarato  al   momento   della
presentazione della domanda tramite il sistema POLIS. 
    2. Il personale docente ed educativo che intende partecipare alla
procedura concorsuale deve produrre apposita  istanza  esclusivamente
attraverso POLIS ai sensi decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  e
successive modificazioni. Le istanze presentate con modalita' diverse
non saranno prese in considerazione. 
    3. I candidati hanno tempo trenta giorni per presentare l'istanza
tramite POLIS a partire dalle ore 9:00 del 29 novembre  2017  e  fino
alle ore 14:00 del 29 dicembre 2017. 
    4.  Il  candidato  residente  all'estero,   o   ivi   stabilmente
domiciliato, qualora non sia gia' registrato, effettua  la  fase  del
riconoscimento prevista dalla procedura informatica POLIS  presso  la
sede  dell'Autorita'  consolare  italiana.  Quest'ultima  attesta  la
veridicita' dei  dati  anagrafici  alla  direzione  generale  per  il
personale scolastico (dgper.ufficio2@istruzione.it) che provvede alla
registrazione  del  candidato  nel   sistema   POLIS.   Ultimata   la
registrazione, il candidato riceve dal  sistema  POLIS  i  codici  di
accesso per l'acquisizione telematica della domanda nella  successiva
fase della procedura POLIS. 
    5. La data di presentazione della domanda  di  partecipazione  al
corso-concorso e'  certificata  dal  sistema  informatico  che,  allo
scadere del termine utile per la presentazione, non consentira'  piu'
l'accesso. Il sistema informatico rilascia il numero identificativo e
la ricevuta di avvenuta iscrizione al corso-concorso che il candidato
deve stampare e presentare all'atto  dell'identificazione  il  giorno
della prova preselettiva o della prova scritta  ove  la  preselezione
non abbia luogo. 
    6.  Nella  domanda  di  ammissione  il  candidato,  a   pena   di
esclusione,  deve  dichiarare  sotto  la   propria   responsabilita',
consapevole delle conseguenze derivanti da dichiarazioni  mendaci  ai
sensi dell'art. 76 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, il  possesso  dei  requisiti  generali  e  dei
titoli di  preferenza  previsti  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, nonche'  dei  titoli  specifici  di
ammissione alla presente procedura concorsuale ai sensi  dell'art.  3
del  presente  bando.  In  particolare  il  candidato,  a   pena   di
esclusione, deve dichiarare: 
      a) il cognome ed il nome (le  coniugate  indicheranno  solo  il
cognome di nascita); 
      b) la data, il  luogo  di  nascita,  la  residenza  (indirizzo,
comune e codice di avviamento postale) e il codice fiscale; 
      c) il possesso della cittadinanza italiana; 
      d) il godimento dei diritti civili  e  politici.  Il  candidato
deve, altresi', dichiarare il comune nelle cui  liste  elettorali  e'
iscritto  ovvero  i  motivi  della   mancata   iscrizione   o   della
cancellazione dalle liste medesime; 
      e) idoneita' fisica alla frequenza del  corso-concorso  e  allo
svolgimento delle funzioni proprie del dirigente scolastico; 
      f) le eventuali condanne penali riportate (anche se sono  stati
concessi amnistia, indulto,  condono  o  perdono  giudiziale)  e  gli
eventuali procedimenti penali pendenti in Italia e  all'estero.  Tale
dichiarazione deve essere resa anche se negativa; 
      g) di non essere stato  destituito  o  dispensato  dall'impiego
presso una pubblica  amministrazione  per  persistente  insufficiente
rendimento e di non essere stato licenziato da altro impiego  statale
ai sensi della  normativa  vigente,  per  aver  conseguito  l'impiego
mediante  produzione  di  documenti  falsi  e,  comunque,  con  mezzi
fraudolenti, ovvero per aver sottoscritto il contratto individuale di
lavoro a seguito della presentazione  di  documenti  falsi.  In  caso
contrario, il candidato deve indicare la  causa  di  risoluzione  del
rapporto di impiego; 
      h) il possesso di titoli previsti dall'art. 5, commi 4 e 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, che, a
parita' di merito o a parita' di  merito  e  titoli,  danno  luogo  a
preferenza. Il candidato deve indicare, fatta eccezione per i  titoli
di cui al comma 4, numero 18, e comma 5 lettera a), l'amministrazione
che  ha  emesso  il  provvedimento  di  conferimento  del  titolo  di
preferenza e la data di emissione. I titoli devono  essere  posseduti
alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda; 
      i)  il  numero  telefonico,  nonche'  il  recapito   di   posta
elettronica ordinaria e/o certificata presso cui chiede  di  ricevere
le comunicazioni relative al concorso. Il candidato si impegna a  far
conoscere tempestivamente le variazioni  tramite  il  sistema  POLIS.
L'Amministrazione  scolastica  non  assume  responsabilita'  per   lo
smarrimento  delle  proprie  comunicazioni  dipendenti  da   mancate,
inesatte o incomplete dichiarazioni da parte del candidato  circa  il
proprio indirizzo di  posta  elettronica  ordinaria  e/o  certificata
oppure  da  mancata  o  tardiva  comunicazione  del  cambiamento   di
indirizzo rispetto a quello indicato nella domanda, nonche'  in  caso
di eventuali disguidi imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito  o
forza maggiore; 
      j) se, nel caso in cui siano  portatori  di  handicap,  abbiano
l'esigenza, ai sensi degli articoli 4 e 20  della  legge  5  febbraio
1992, n. 104, di essere assistiti durante  le  prove,  indicando,  in
caso  affermativo,  l'ausilio  necessario  in  relazione  al  proprio
handicap, nonche' gli  eventuali  tempi  aggiuntivi  necessari.  Tali
richieste devono risultare da apposita certificazione  rilasciata  da
una   competente   struttura   sanitaria    pubblica    da    inviare
successivamente e almeno 10 giorni prima dell'inizio della  prova,  o
in  formato  elettronico  mediante  posta   elettronica   certificata
all'indirizzo pec dell'USR  individuato  ai  fini  dello  svolgimento
delle  prove  o  a  mezzo  di  raccomandata  postale  con  avviso  di
ricevimento indirizzata al medesimo USR. Le modalita' di  svolgimento
delle  prove  possono  essere  concordate  telefonicamente   con   il
competente USR. Dell'accordo raggiunto il competente  USR  redige  un
sintetico verbale che invia  tramite  email  all'interessato  per  la
formale accettazione. In ogni caso i tempi  aggiuntivi  eventualmente
concessi non potranno eccedere il 30%  del  tempo  assegnato  per  le
prove; 
      k) il titolo di studio di cui all'art. 3,  comma  1,  posseduto
con  l'esatta  indicazione  dell'Universita'  che  l'ha   rilasciato,
dell'anno accademico in cui e' stato conseguito e del voto riportato;
qualora il titolo  di  studio  sia  stato  conseguito  all'estero  il
candidato   deve   indicare   obbligatoriamente   gli   estremi   del
provvedimento con il quale il titolo  stesso  e'  stato  riconosciuto
equipollente al corrispondente titolo italiano; 
      l) la lingua straniera, scelta tra inglese, francese, tedesco o
spagnolo, da utilizzare ai fini dell'attuazione degli articoli 8 e 9; 
    m) la classe di concorso o il tipo/posto di cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19; 
    n) la sede e istituto di titolarita' e di servizio (i docenti  in
esonero sindacale,  distaccati,  utilizzati,  comandati  o  collocati
fuori  ruolo,  poiche'  in  servizio  all'estero   o   presso   altre
amministrazioni  dello  Stato,  indicheranno   l'ultima   istituzione
scolastica di appartenenza, nonche' l'istituzione o l'ufficio  presso
il quale prestano servizio e la data di inizio); 
    o) la data della prima nomina in ruolo  nonche'  la  conferma  in
ruolo; 
    p) l'effettiva anzianita' di servizio dopo  la  prima  nomina  in
ruolo; 
    q) i periodi di servizio prestati presso istituzioni  scolastiche
ed educative statali, nonche' presso le scuole paritarie prima  della
nomina in ruolo  con  l'esatta  indicazione  dell'istituzione  e  dei
singoli periodi di servizio effettivamente prestato in  costanza  del
riconoscimento   paritario,   nonche'   l'avvenuto   versamento   dei
contributi; 
    r) gli eventuali  periodi  per  i  quali  e'  stato  adottato  un
provvedimento interruttivo del computo dell'effettivo servizio.  Tale
dichiarazione deve essere resa anche se negativa; 
    s) la eventuale  conferma  dell'incarico  di  presidenza  di  cui
all'art.  1-sexies  del  decreto-legge  31  gennaio   2005,   n.   7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43; 
    t) di non trovarsi nelle condizioni previste  dall'art.  497  del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; 
    u) il consenso al trattamento dei dati personali per le finalita'
e con le modalita' di cui al decreto legislativo 30 giugno  2003,  n.
196, e successive modificazioni. 
    7. Non si tiene conto delle domande che non contengano  tutte  le
indicazioni  circa  il   possesso   dei   requisiti   richiesti   per
l'ammissione al corso-concorso e tutte le dichiarazioni previste  dal
presente decreto. 
                               Art. 5 
 
 
                      Commissione del concorso 
 
 
    1. La commissione  esaminatrice  dei  candidati  al  concorso  di
ammissione al  corso  di  formazione  dirigenziale  e'  nominata  con
decreto  del  Direttore  generale,  secondo  le  modalita'  e  con  i
requisiti definiti dagli articoli 15 e 16 del DM. 
                               Art. 6 
 
 
                         Prova preselettiva 
 
 
    1.  L'eventuale  prova  preselettiva   si   svolge   nelle   sedi
individuate dagli USR, anche in piu' sessioni in relazione al  numero
dei candidati. 
    2. Lo svolgimento della prova preselettiva e'  computerizzato;  i
candidati  ammessi  a  sostenere  la  prova  preselettiva   hanno   a
disposizione una postazione informatica alla quale  accedono  tramite
un codice di identificazione personale che sara'  fornito  il  giorno
della prova. 
    3. La prova preselettiva consiste in un test articolato in  cento
quesiti a risposta multipla. Ciascun quesito ha  quattro  opzioni  di
risposta,  di  cui  una  sola  corretta;  l'ordine  dei  100  quesiti
somministrati sara' diversificato  per  ciascun  candidato.  I  cento
quesiti saranno riferiti alle seguenti aree tematiche: 
    normativa riferita  al  sistema  educativo  di  istruzione  e  di
formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia  con  particolare
attenzione ai processi di riforma in atto; 
    modalita'  di  conduzione  delle  organizzazioni  complesse,  con
particolare riferimento alla realta' delle istituzioni scolastiche ed
educative statali; 
    processi  di  programmazione,  gestione   e   valutazione   delle
istituzioni   scolastiche,   con   particolare    riferimento    alla
predisposizione  e  gestione   del   Piano   triennale   dell'offerta
formativa, all'elaborazione del Rapporto  di  autovalutazione  e  del
Piano di miglioramento, nel quadro dell'autonomia  delle  istituzioni
scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio; 
    organizzazione degli ambienti di apprendimento,  con  particolare
riferimento all'inclusione scolastica, all'innovazione digitale e  ai
processi di innovazione nella didattica; 
    organizzazione  del  lavoro  e  gestione   del   personale,   con
particolare riferimento alla realta' del personale scolastico; 
    valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti
e dei sistemi e dei processi scolastici; 
    elementi di diritto  civile  e  amministrativo,  con  particolare
riferimento  alle  obbligazioni  giuridiche  e  alle  responsabilita'
tipiche del dirigente  scolastico,  nonche'  di  diritto  penale  con
particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica amministrazione
e in danno di minorenni; 
    contabilita'  di  Stato,   con   particolare   riferimento   alla
programmazione  e  gestione   finanziaria   presso   le   istituzioni
scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali; 
    sistemi educativi dei Paesi dell'Unione europea. 
    4. I quesiti di cui al comma 3 sono estratti da una banca dati di
4000 quesiti resa nota tramite pubblicazione sul  sito  internet  del
Ministero,  almeno   20   giorni   prima   dell'avvio   della   prova
preselettiva. 
    5. La prova ha la durata di 100 minuti, al termine dei  quali  il
sistema interrompe  la  procedura  e  acquisisce  definitivamente  le
risposte  fornite  dal  candidato   fino   a   quel   momento.   Fino
all'acquisizione definitiva il candidato puo' correggere le  risposte
gia' date. 
    6. La prova preselettiva assegna un punteggio  massimo  di  100,0
punti, ottenuti sommando 1,0 punti per ciascuna risposta esatta,  0,0
punti per ciascuna risposta non  data  e  sottraendo  0,3  punti  per
ciascuna risposta errata. 
    7. Il punteggio della prova preselettiva e' restituito al termine
della stessa. 
    8. A sensi dell'art. 8, comma 2, del decreto ministeriale,  sulla
base  delle  risultanze  della  prova  preselettiva  sono  ammessi  a
sostenere la prova scritta, di cui all'art.  8,  n.  8700  candidati.
Sono, altresi', ammessi tutti  i  candidati  che  abbiano  conseguito
nella prova preselettiva un punteggio pari  a  quello  del  candidato
collocato nell'ultima posizione utile. Il mancato  superamento  della
prova   comporta   l'esclusione   dal   prosieguo   della   procedura
concorsuale. Il punteggio della prova preselettiva non concorre  alla
formazione del punteggio  finale  nella  graduatoria  di  merito  del
concorso di accesso al corso di formazione dirigenziale e tirocinio. 
    9. Con avviso  da  pubblicarsi  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana, 4ª Serie speciale, Concorsi  ed  esami,  del  27
febbraio 2018 e sul sito internet del  Ministero,  e'  reso  noto  il
calendario della eventuale prova preselettiva comprensivo del  giorno
e dell'ora di svolgimento. Nello stesso avviso e' data  comunicazione
in merito alla pubblicazione dell'archivio da cui saranno estratti  i
quesiti di cui al comma 3 del presente articolo. La pubblicazione  di
tale avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti. 
    10. L'elenco delle sedi della  prova  preselettiva  con  la  loro
esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati
distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione
di  residenza  in  ordine  alfabetico,  e  le  ulteriori   istruzioni
operative, e'  comunicato  almeno  15  giorni  prima  della  data  di
svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato sul  sito  internet
del Ministero. Tale pubblicazione ha valore di notifica a  tutti  gli
effetti. 
    I candidati residenti all'estero, o ivi stabilmente  domiciliati,
sosterranno la prova nella regione Lazio. 
    11. I  candidati  si  devono  presentare  nelle  rispettive  sedi
d'esame  muniti  di  un  documento  di  riconoscimento  in  corso  di
validita', del codice fiscale, nonche' della ricevuta  di  versamento
attestante il pagamento del diritto di segreteria  pari  ad  €  10,00
(dieci). La mancata presentazione nel giorno, ora e  sede  stabiliti,
comunque  giustificata  e  a   qualsiasi   causa   dovuta,   comporta
l'esclusione dal corso-concorso. Qualora, per cause di forza maggiore
sopravvenute, non sia possibile l'espletamento di una o piu' sessioni
della  prova  preselettiva  nelle  giornate  programmate,  ne   viene
stabilito il rinvio con  comunicazione,  anche  in  forma  orale,  ai
candidati presenti. 
    12. Durante lo svolgimento della prova i  candidati  non  possono
introdurre  nella  sede  di  esame   carta   da   scrivere,   appunti
manoscritti,  libri,  dizionari,  testi  di   legge,   pubblicazioni,
telefoni cellulari e strumenti  idonei  alla  memorizzazione  o  alla
trasmissione di dati, ne' possono comunicare tra  loro.  In  caso  di
violazione di tali disposizioni e'  prevista  l'immediata  esclusione
dal corso-concorso. 
    13. La vigilanza durante la prova preselettiva e' affidata  dagli
USR ai commissari di vigilanza scelti dai medesimi USR. Anche per  la
scelta dei commissari di vigilanza valgono i requisiti generali e  le
cause  di  incompatibilita'  o  di  inopportunita'  previsti  per   i
componenti della Commissione esaminatrice dall'art.  16  del  decreto
ministeriale. Qualora le prove abbiano luogo in piu' edifici, gli USR
istituiscono per ciascun edificio un comitato di  vigilanza,  formato
secondo le specifiche istruzioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modificazioni. 
    14. La prova preselettiva non puo' aver luogo nei giorni  festivi
ne', ai sensi della legge  8  marzo  1989,  n.  101,  nei  giorni  di
festivita' ebraiche,  nonche'  nei  giorni  di  festivita'  religiose
valdesi. 
                               Art. 7 
 
 
                           Prove di esame 
 
 
    1. Le prove di esame del concorso pubblico  per  l'ammissione  al
corso di formazione dirigenziale e tirocinio  si  articolano  in  una
prova scritta, da svolgersi con l'ausilio di sistemi  informatici,  e
una prova orale. 
                               Art. 8 
 
 
                            Prova scritta 
 
 
    1. I candidati che superano la  prova  di  cui  all'art.  6  sono
ammessi, con decreto del Direttore generale, da pubblicarsi sul  sito
internet del Ministero, a sostenere la prova scritta. 
    2. La prova scritta e' unica su tutto il territorio  nazionale  e
si svolge in una unica  data  in  una  o  piu'  regioni,  scelte  dal
Ministero, nelle sedi individuate dagli USR. 
    3. Lo  svolgimento  della  prova  scritta  e'  computerizzato;  i
candidati ammessi a sostenere la prova scritta hanno  a  disposizione
una postazione informatica alla quale accedono tramite un  codice  di
identificazione personale che sara' fornito il giorno della prova. 
    4. La prova scritta consiste in cinque quesiti a risposta  aperta
e due quesiti in lingua straniera. 
    5. I cinque quesiti  a  risposta  aperta  vertono  sulle  materie
d'esame di cui all'art. 10, comma 2, del decreto ministeriale. 
    6. Ciascuno dei due quesiti in lingua straniera e' articolato  in
cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la  comprensione
di un testo  nella  lingua  straniera  prescelta  dal  candidato  tra
inglese, francese, tedesco e spagnolo.  Detti  quesiti,  che  vertono
sulle materie di cui all'art. 10, comma  2,  lettere  d)  o  i),  del
decreto ministeriale, sono formulati e  svolti  dal  candidato  nella
lingua straniera prescelta, al fine della verifica e  della  relativa
conoscenza al livello B2 del CEF. 
    7. La prova ha la durata di 150 minuti, al termine dei  quali  il
sistema interrompe  la  procedura  e  acquisisce  definitivamente  le
risposte fornite dal candidato fino a quel momento. 
    8. A ciascuno dei cinque quesiti della prova scritta non espressi
in lingua straniera,  la  Commissione  del  concorso  attribuisce  un
punteggio nel limite massimo di 16 punti. A ciascuno dei  quesiti  in
lingua straniera la Commissione attribuisce un punteggio  nel  limite
massimo di 10 punti, 2 per ciascuna risposta corretta.  Il  punteggio
complessivo della prova scritta e'  dato  dalla  somma  dei  punteggi
ottenuti in ciascuno dei sette quesiti. I candidati che ottengono  un
punteggio complessivo pari o superiore a 70 punti superano  la  prova
scritta e sono ammessi a quella orale. 
    9. I quadri di riferimento di cui all'art. 13, comma  1,  lettera
c) del decreto ministeriale, in base ai quali e' costruita e valutata
la prova scritta sono pubblicati sul sito internet del  Ministero  il
giorno antecedente alla data fissata per lo svolgimento  della  prova
scritta. 
    10. Con avviso da  pubblicarsi  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana, 4ª Serie speciale, Concorsi ed esami, e sul sito
internet del Ministero, e' reso noto il giorno e l'ora di svolgimento
della prova scritta. La pubblicazione di tale  avviso  ha  valore  di
notifica a tutti gli effetti. 
    11. L'elenco delle sedi della prova  scritta,  individuate  dagli
USR,  con  la  loro  esatta  ubicazione,  con   l'indicazione   della
destinazione dei candidati distribuiti  in  ordine  alfabetico  e  le
ulteriori istruzioni operative, e' comunicato almeno 15 giorni  prima
della data di svolgimento delle prove tramite avviso  pubblicato  sul
sito internet del Ministero. Tale pubblicazione ha valore di notifica
a tutti gli effetti. 
    12. I  candidati  si  devono  presentare  nelle  rispettive  sedi
d'esame  muniti  di  un  documento  di  riconoscimento  in  corso  di
validita' e del codice fiscale. La mancata presentazione nel  giorno,
ora e sede stabiliti,  comunque  giustificata  e  a  qualsiasi  causa
dovuta, comporta l'esclusione dal concorso.  Qualora,  per  cause  di
forza maggiore sopravvenute, non sia possibile  l'espletamento  della
prova scritta nella  giornata  programmata,  ne  viene  stabilito  il
rinvio  con  comunicazione,  anche  in  forma  orale,  ai   candidati
presenti. 
    13. Durante le prove scritte non e' permesso  ai  concorrenti  di
comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in
relazione con altri, salvo che con gli incaricati della  vigilanza  o
con i membri della commissione esaminatrice. I candidati non  possono
portare carta da scrivere, appunti manoscritti, libri o pubblicazioni
di qualunque specie,  telefoni  cellulari  e  strumenti  idonei  alla
memorizzazione  o  alla  trasmissione  di  dati.  Possono  consultare
soltanto i testi di legge  non  commentati  e  il  vocabolario  della
lingua  italiana.  Il  concorrente  che  contravviene  alle  suddette
disposizioni e' escluso dal corso-concorso. Nel caso in  cui  risulti
che uno o piu' candidati  abbiano  copiato,  in  tutto  o  in  parte,
l'esclusione  e'  disposta  nei  confronti  di  tutti   i   candidati
coinvolti. 
    14. La vigilanza durante la prova scritta e' affidata  dagli  USR
ai commissari di vigilanza scelti dai  medesimi  USR.  Anche  per  la
scelta dei commissari di vigilanza valgono i requisiti generali e  le
cause  di  incompatibilita'  o  di  inopportunita'  previsti  per   i
componenti della Commissione esaminatrice dall'art.  16  del  decreto
ministeriale. Qualora le prove abbiano luogo in piu' edifici, gli USR
istituiscono per ciascun edificio un comitato di  vigilanza,  formato
secondo le specifiche istruzioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modificazioni. 
    15. La prova scritta non puo' aver luogo nei giorni festivi  ne',
ai sensi della legge 8 marzo 1989, n. 101, nei giorni  di  festivita'
ebraiche, nonche' nei giorni di festivita' religiose valdesi. 
      
                               Art. 9 
 
 
                             Prova orale 
 
 
    1. I candidati che superano la  prova  di  cui  all'art.  8  sono
ammessi, con decreto del Direttore generale, da pubblicarsi sul  sito
internet del Ministero, a sostenere la prova orale. 
    2. La prova orale consiste in: 
    a) un colloquio sulle materie d'esame di cui all'art.  10,  comma
2, del decreto ministeriale che accerta la preparazione professionale
del candidato sulle medesime e  sulla  verifica  della  capacita'  di
risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico; 
    b) una verifica della conoscenza degli  strumenti  informatici  e
delle tecnologie della comunicazione normalmente  in  uso  presso  le
istituzioni scolastiche; 
    c) una verifica  della  conoscenza  della  lingua  prescelta  dal
candidato tra francese, inglese, tedesco e spagnolo al livello B2 del
CEF, attraverso la lettura e traduzione  di  un  testo  scelto  dalla
Commissione ed una conversazione nella lingua prescelta. 
    3. I quesiti di cui alle lettere a), b) e c)  del  comma  2  sono
predisposti dalla Commissione e dalle Sottocommissioni del  concorso.
La Commissione e le sottocommissioni scelgono  altresi'  i  testi  da
leggere e tradurre nella lingua straniera indicata dal candidato. 
    4. Al colloquio sulle  materie  d'esame,  all'accertamento  della
conoscenza dell'informatica e all'accertamento della conoscenza della
lingua straniera prescelta dal  candidato,  nell'ambito  della  prova
orale, la Commissione  del  concorso  attribuisce  un  punteggio  nel
limite  massimo  rispettivamente  di  82,  6  e  12.   Il   punteggio
complessivo della prova  orale  e'  dato  dalla  somma  dei  punteggi
ottenuti  al   colloquio   e   nell'accertamento   della   conoscenza
dell'informatica e della lingua.  La  prova  orale  e'  superata  dai
candidati che ottengono un punteggio complessivo pari o  superiore  a
70 punti. 
    5. I quadri di riferimento, di cui all'art. 13, comma 1,  lettera
c) del decreto ministeriale, in base ai quali e' costruita e valutata
la prova orale sono pubblicati sul sito internet del Ministero, prima
dell'inizio della prova stessa. 
    6. La  Commissione  e  le  Sottocommissioni  esaminatrici,  prima
dell'inizio della prova orale, determinano  i  quesiti  da  porre  ai
singoli candidati per ciascuna delle materie di esame.  Tali  quesiti
sono proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte. 
    7. Con avviso da pubblicarsi sul  sito  internet  del  Ministero,
almeno venti giorni prima dell'inizio delle prove orali, e' resa nota
la sede, la data e  l'ora  di  svolgimento  della  prova  stessa.  La
pubblicazione di tale avviso  ha  valore  di  notifica  a  tutti  gli
effetti. 
    8. I candidati ammessi alla prova orale  ricevono  comunicazione,
esclusivamente a mezzo di posta  elettronica  all'indirizzo  indicato
nella domanda di partecipazione  al  concorso,  del  voto  conseguito
nella prova scritta. 
    9. I candidati si devono presentare nelle rispettive sedi d'esame
muniti di un documento di riconoscimento in corso di validita'. 
    10. La prova orale non puo' aver luogo nei giorni festivi ne', ai
sensi della legge 8 marzo 1989, n.  101,  nei  giorni  di  festivita'
ebraiche, nonche' nei giorni di festivita' religiose valdesi. 
                               Art. 10 
 
 
        Dichiarazione, presentazione e valutazione dei titoli 
 
 
    1. I candidati, che  hanno  superato  la  prova  scritta  di  cui
all'art.  8,  dichiarano  il  possesso  dei  titoli  suscettibili  di
valutazione di cui alla tabella A allegata al decreto ministeriale  e
all'errata corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre
2017, n.  247,  Serie  generale.  La  dichiarazione  viene  inoltrata
esclusivamente attraverso POLIS, secondo le istruzioni  che  verranno
impartite con successivi avvisi. 
    2. I titoli valutabili sono quelli conseguiti, o laddove previsto
riconosciuti, entro la data di scadenza del termine previsto  per  la
presentazione delle domande di ammissione. 
    3. La Commissione esaminatrice valuta, esclusivamente,  i  titoli
presentati con le modalita' di cui al comma 1, ai sensi  del  decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 
    4. Tramite la funzione POLIS di cui al comma 1,  sara'  possibile
allegare i titoli di cui alla tabella  A  allegata  al DM  nonche'  i
titoli previsti dall'art. 5, commi 4 e 5, del decreto del  Presidente
della Repubblica  9  maggio  1994,  n.  487,  non  documentabili  con
autocertificazione o dichiarazione sostitutiva. La presentazione deve
essere  effettuata  entro  i  termini  che  saranno  resi  noti   con
successivo avviso. 
    5. Non verranno valutati titoli dichiarati con  le  modalita'  di
cui al comma 1 ma non presentati ai sensi del comma 4. 
    6. L'amministrazione si riserva di  effettuare  idonei  controlli
sul contenuto delle dichiarazioni presentate dai candidati, ai  sensi
dell'art. 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre
2000,  n.  445.  Le  eventuali  dichiarazioni  presentate   in   modo
incompleto o parziale, possono essere  successivamente  regolarizzate
entro i termini stabiliti con successiva comunicazione.  Qualora  dal
controllo   emerga   la   non   veridicita'   del   contenuto   della
dichiarazione,  il  dichiarante  decade  dai  benefici  eventualmente
conseguiti  sulla  base  delle  dichiarazioni   non   veritiere.   Le
dichiarazioni mendaci sono perseguite a norma di legge. 
    7.   Il   punteggio   finale   dei   candidati   si   valuta   in
duecentotrentesimi e si ottiene dalla  somma  del  voto  della  prova
scritta, del voto della prova orale e del punteggio  riportato  nella
valutazione dei titoli. 
                               Art. 11 
 
 
                               Riserva 
 
 
    1. Una quota pari al 5% dei posti disponibili  per  l'accesso  al
corso di formazione dirigenziale di  cui  all'art.  2,  comma  3,  e'
riservata ai soggetti di cui all'art. 25, commi 2 e 3, del DM. 
                               Art. 12 
 
 
                Graduatoria del concorso e ammissione 
                 al corso di formazione dirigenziale 
 
 
    1. All'esito del concorso  di  accesso  al  corso  di  formazione
dirigenziale, i candidati sono collocati in una graduatoria  generale
nazionale per merito e  titoli,  sulla  base  del  punteggio  di  cui
all'art. 10, comma 7. A parita' di punteggio complessivo si applicano
le preferenze di cui all'art.  5,  commi  4  e  5,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. 
    2. Al corso di formazione dirigenziale sono ammessi  i  candidati
utilmente inseriti nella graduatoria generale nazionale per merito  e
titoli del concorso di ammissione, tenuto conto della riserva di  cui
all'art. 11, entro il limite del numero dei posti disponibili di  cui
all'art. 2, comma 3. 
    3. La graduatoria generale nazionale  per  merito  e  titoli  del
concorso di ammissione  al  corso  di  formazione  e'  approvata  con
decreto del Direttore generale, ed e' pubblicata  sul  sito  internet
del Ministero. Della  pubblicazione  si  da'  avviso  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. 
                               Art. 13 
 
 
    Svolgimento del corso di formazione dirigenziale e tirocinio 
 
 
    1. Il corso di formazione  dirigenziale  e  tirocinio  si  svolge
secondo le modalita' definite dall'art. 17 del decreto ministeriale. 
    2. Con il  successivo  decreto  del  Direttore  generale  di  cui
all'art. 17 comma 10  del DM,  verranno  stabilite  le  modalita'  di
scelta della sede di svolgimento  del  corso  di  formazione  secondo
l'ordine  della  graduatoria  di  cui   all'art.   14   del   decreto
ministeriale, le norme che  i  candidati  sono  tenuti  ad  osservare
durante la frequenza del corso e, infine, la validita' dei periodi di
formazione e di tirocinio in caso di assenze da parte  dei  candidati
stessi. 
                               Art. 14 
 
 
            Commissione del corso e graduatoria generale 
 
 
    1.  La  commissione  esaminatrice   del   corso   di   formazione
dirigenziale e tirocinio e' composta da soggetti diversi da quelli di
cui all'art. 5 ed e' nominata dal  Direttore  generale.  La  medesima
commissione e' costituita ai sensi degli articoli  15  e  16  decreto
ministeriale, secondo la disciplina  specifica  di  cui  all'art.  18
del DM. 
    2. La graduatoria generale di  merito  conclusiva  del  corso  di
formazione dirigenziale e tirocinio  e'  nazionale  ed  e'  formulata
secondo le modalita' previste dall'art. 19, comma 1, del DM. 
    3. La graduatoria generale di merito e' approvata con decreto del
Direttore generale ed e' pubblicata sul sito internet del  Ministero.
Della pubblicazione si da'  avviso  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana. 
    4.  La  graduatoria   generale   di   merito   ha   durata   sino
all'approvazione della graduatoria successiva. 
      
                               Art. 15 
 
 
                              Vincitori 
 
 
    1. Sono dichiarati  vincitori  del  corso-concorso,  i  candidati
utilmente collocati nella graduatoria generale di  merito  conclusiva
del corso di formazione dirigenziale e tirocinio nel limite dei posti
previsti dall'art. 2, comma 2. 
    2. I vincitori sono  assegnati  ai  ruoli  regionali  sulla  base
dell'ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dai  vincitori
stessi all'atto dello scorrimento della graduatoria, nel  limite  dei
posti vacanti e disponibili ciascun anno e in ciascun USR. 
    3. I vincitori sono invitati, dal competente USR, a sottoscrivere
il contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato previsto dal
contratto collettivo nazionale  di  lavoro  relativo  alla  dirigenza
scolastica. Resta  fermo  il  regime  autorizzatorio  in  materia  di
assunzioni di cui all'art. 39,  commi  3  e  3-bis,  della  legge  27
dicembre 1997, n.449. Nell'assegnazione della sede  di  servizio,  il
competente USR si atterra' a quanto disposto dagli articoli 21 e  33,
commi 5, 6 e 7, della legge 104/1992. 
    4. I soggetti che rinunciano all'assunzione  sono  esclusi  dalla
graduatoria. Sono altresi' depennati dalla  graduatoria  coloro  che,
senza giustificato motivo, non prendono servizio nel termine indicato
dall'USR con l'atto di invito alla sottoscrizione  del  contratto  di
cui  al  comma  3,  o  che  non  perfezionano  l'assunzione  con   la
presentazione, entro  trenta  giorni,  dei  documenti  richiesti  dal
successivo art. 16 per l'assunzione medesima. 
    5. I dirigenti assunti  a  seguito  della  procedura  concorsuale
definita dal presente bando sono tenuti alla permanenza  in  servizio
nella regione di iniziale  assegnazione  per  un  periodo  pari  alla
durata minima dell'incarico  dirigenziale  previsto  dalla  normativa
vigente. 
                               Art. 16 
 
 
                 Presentazione dei documenti di rito 
 
 
    1. I vincitori del corso-concorso di cui all'art. 15 sono  tenuti
a presentare all'USR competente, i documenti di rito richiesti per la
stipula del contratto a tempo indeterminato. Ai  sensi  dell'art.  15
della legge 12 novembre 2011, n. 183, i certificati  e  gli  atti  di
notorieta' rilasciati dalle pubbliche amministrazioni sono sostituiti
dalle dichiarazioni previste dagli articoli 46 e 47 del  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 
    2. Sono confermate le  eccezioni  e  le  deroghe  in  materia  di
presentazione dei  documenti  di  rito  previste  dalle  disposizioni
vigenti a favore di particolari categorie. 
                               Art. 17 
 
 
                       Assunzione in servizio 
 
 
    1. I dirigenti assunti in servizio sono soggetti  al  periodo  di
prova disciplinato dal vigente  Contratto  collettivo  nazionale  del
personale dirigenziale scolastico. 
    2.  Ai  dirigenti  scolastici  assunti  in  servizio  compete  il
trattamento economico relativo alla predetta qualifica  prevista  dal
Contratto collettivo nazionale di lavoro e dalla normativa vigente. 
                               Art. 18 
 
 
                               Ricorsi 
 
 
    1. Avverso  i  provvedimenti  relativi  alla  presente  procedura
concorsuale e' ammesso, per i  soli  vizi  di  legittimita',  ricorso
straordinario  al  Presidente  della   Repubblica,   entro centoventi
giorni, oppure ricorso giurisdizionale al TAR  Lazio,  entro sessanta
giorni, dalla data di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta
Ufficiale o di notifica all'interessato. 
                               Art. 19 
 
 
           Informativa sul trattamento dei dati personali 
 
 
    1. Ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno  2003,
n. 196,  si  informano  i  candidati  che  il  trattamento  dei  dati
personali da essi forniti in sede di partecipazione al corso-concorso
o comunque acquisiti a tale scopo dall'Amministrazione e' finalizzato
unicamente all'espletamento del corso-concorso medesimo  ed  avverra'
con l'utilizzo anche di procedure  informatizzate,  nei  modi  e  nei
limiti necessari per perseguire le predette finalita', anche in  caso
di comunicazione a terzi. I dati  resi  anonimi,  potranno,  inoltre,
essere utilizzati ai fini di elaborazioni statistiche. 
    2. Il conferimento di tali dati  e'  necessario  per  valutare  i
requisiti di partecipazione  al  corso-concorso  e  il  possesso  dei
titoli, pena rispettivamente l'esclusione dalla procedura concorsuale
ovvero la mancata valutazione dei titoli stessi. 
    3. Ai candidati sono riconosciuti i diritti di cui all'art. 7 del
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in particolare il diritto
di accedere ai propri dati  personali,  di  chiederne  la  rettifica,
l'aggiornamento e la cancellazione, se incompleti, erronei o raccolti
in violazione della legge, nonche' di opporsi al loro trattamento per
motivi legittimi rivolgendo le richieste al Ministero,  titolare  del
trattamento dei dati. 
    4. Il responsabile del  trattamento  dei  dati  personali  e'  il
Ministero. 
                               Art. 20 
 
 
                        Norme di salvaguardia 
 
 
    1. Per quanto non previsto  dal  presente  decreto,  valgono,  in
quanto applicabili, le disposizioni sullo  svolgimento  dei  concorsi
contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio  1994,
n. 487 e successive modifiche, nelle disposizioni citate in  premessa
e nel vigente  C.C.N.L.  del  personale  con  qualifica  dirigenziale
scolastica. 
    Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della
Repubblica - IV Serie speciale - «Concorsi ed esami». 
    Dal giorno della pubblicazione decorrono i termini per  eventuali
impugnative (centoventi giorni per il  ricorso  al  Presidente  della
Repubblica e sessanta giorni per il ricorso  giurisdizionale  al  TAR
Lazio). 
      Roma, 23 novembre 2017 
 
                                       Il direttore generale: Novelli 

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/24/17E09262/s4
Titoli di Abilitazione all’insegnamento – specializzazione su sostegno – conseguiti in Romania
Nota USR SICILIA:
OGGETTO: titoli di Abilitazione al l’insegnamento – specializzazione su sostegno - conseguiti in Romania
Con riferimento all’oggetto, per quanto di competenza e con preghiera di massima diffusione tra le II.SS. del territorio di competenza, si ricorda che il Ministero nella nota ufficiale di chiarimento emessa il 3.11.2016, sottolinea che:
Il riconoscimento della professione docente avviene in attuazione del principio della libera circolazione delle professioni sulla base della reciproca fiducia tra i Paesi dell’Unione Europea [...]. Il riconoscimento del titolo in Italia può essere richiesto solo per gli insegnamenti per i quali il docente si è legalmente abilitato nel Paese che ha rilasciato il titolo e può essere ottenuto a condizione che tali insegnamenti trovino corrispondenza nell’ordinamento scolastico italiano.Ovvero: l’eventuale rilascio del provvedimento finale avviene soltanto dopo accurata e attenta analisi della documentazione prodotta, nonché dalla verifica dei presupposti giuridico - amministrativi.Quanto ai dati circolati sulle abilitazioni in Romania, è priva di fondamento la notizia relativa a 500 decreti emanati dal Miur per il riconoscimento di titoli di abilitazione all’insegnamento conseguiti in quel Paese. Peraltro, secondo gli obblighi di legge, i decreti emessi sono pubblicati sul nostro sito istituzionale..
Pertanto non esiste un “riconoscimento automatico” dei titoli ottenuti all’estero ed il titolo può essere riconosciuto solo dopo un’attenta analisi e valutazione comparata da parte del MIUR - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica.
Per quanto sopra esposto non sono riconosciuti validi i titoli di abilitazione per il sostegno conseguiti in Romania
privi del suddetto riconoscimento.
Pronto il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici

Scuola, pronto il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici Domande per la partecipazione dal 29 novembre al 29 dicembre Fedeli: “Da bando risposta importante per abbattimento delle reggenze”

Pronto il nuovo bando di concorso da 2.425 posti per dirigenti scolastici, di cui 9 destinati al concorso Friuli Venezia Giulia. Il bando è stato inviato oggi alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione che potrebbe avvenire già sul numero di domani, venerdì 24 novembre. Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dal 29 novembre al 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del MIUR Polis. Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene. “I numeri del bando garantiscono una risposta importante e adeguata a scuole, ragazze e ragazzi e famiglie, garantendo l’abbattimento delle reggenze”, spiega la Ministra Valeria Fedeli. “Il ruolo della dirigenza - ricorda - è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è un punto di riferimento. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”. Il concorso sarà innovativo sotto il profilo della selezione. “Sarà un corso-concorso, con una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”, chiude Fedeli. Le modalità del concorso Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. È utile anche il servizio precedente al ruolo. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole. La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale. La prova scritta prevede: -    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei. -    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei. Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale. Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati. Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.
FSI SCUOLA-USAE 20 NOVEMBRE 2017.CHIARIMENTI IN MERITO ALLA POSSIBILITA’DI RICORRERE IN SEDE GIUDIZIARIA PER IL RICONOSCIMENTO DELLE ABILITAZIONI CONSEGUITE IN ROMANIA SULLA BASE DELLA DIRETTIVA 2013/55/CE.
Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in merito agli strumenti più opportuni finalizzati alla tutela del diritto all’insegnamento di numerosi docenti che hanno presentato domanda al MIUR ( mod.A + allegati), per il riconoscimento del titolo rilasciato in Romania, secondo la Direttiva 2013/55/CE ( di modifica della Direttiva 2005/36/CE), e conseguente esercizio della professione docente. La maggior parte delle segnalazioni, riguardano docenti che hanno ricevuto  una comunicazione dal MIUR con la quale non viene concluso il procedimento amministrativo di riconoscimento, in attesa della richiesta regolarizzazione della attestazione da parte della competente autorità Romena sul valore legale della formazione posseduta ai sensi della direttiva comunitaria 2005/36/CE. A tal proposito ci siamo rivolti all’Avv. Maurizio Danza del Foro di Roma, che ci ha prospettato tre diversi casi da sottoporre all’autorità giudiziaria alfine della tutela dei diritti soggettivi degli interessati : 1)Docenti che hanno presentato domanda al MIUR ( mod. A + allegati), per il riconoscimento del titolo rilasciato in paese membro UE secondo la Direttiva 2013/55/CE : In tali casi, appare opportuno attendere quanto meno, la notifica/conoscenza della lettera di risposta del Ministero dell’Educazione Romeno alla richiesta del docente inoltrata alfine di chiedere allo stesso di adeguarsi alle richieste del MIUR in merito al contenuto della certificazione ( “Adeverinta”) con esplicito riferimento alla Direttiva comunitaria ; diversamente, in relazione a tale caso, ed in presenza di un procedimento amministrativo sospeso per la regolarizzazione della istanza presentata al MIUR, appare difficile rinvenire il c.d. silenzio-rigetto presupposto indispensabile ai fini del ricorso giurisdizionale. 2) Docenti che intendono partecipare a bandi di concorso riservato ai docenti abilitati delle scuole secondarie superiori in attuazione del D.Lgs.n.59 del 13 aprile 2017 ( anticipato da fonti ufficiali del MIUR e da organi di stampa) : In tali casi il legale ritiene indispensabile che il docente presenti la domanda di partecipazione al bando di concorso quando verrà pubblicato : solo avverso l’eventuale esclusione della domanda, si potrà presentare ricorso al competente giudice amministrativo. 3)Docenti già inseriti in terza fascia delle graduatorie ad esaurimento ( c.d.GAE), solo con diploma di laurea ( non abilitati) . Chi intende rivendicare il riconoscimento dell’abilitazione conseguita all’estero ai fini dell’inserimento nella II° fascia GAE ( per gli abilitati) , può presentare un ricorso di urgenza finalizzato all’inserimento nelle graduatorie di seconda fascia. Fonte: UFFICIO STAMPA FSI SCUOLA-USAE
Concorso Dirigente Scolastico – Pubblicato il Regolamento
Concorso Dirigente Scolastico – Pubblicato il Regolamento:

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

DECRETO 3 agosto 2017, n. 138

Regolamento per la definizione delle modalita' di svolgimento delle procedure concorsuali per l'accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. (17G00150) (GU Serie Generale n.220 del 20-09-2017)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/09/2017

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-09-20&atto.codiceRedazionale=17G00150&elenco30giorni=false
Riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento conseguita in Paesi diversi dall’Italia
I docenti che abbiano conseguito l'abilitazione all’insegnamento all’estero (Paesi UE e non) e vogliano esercitare in Italia la propria attività devono chiedere il riconoscimento del titolo professionale presso il MIUR Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica. Il riconoscimento può riguardare: - Titoli conseguiti nei Paesi UE (cfr. informativa della procedura) - Titoli conseguiti in Paesi non comunitari (cfr. informativa della procedura) Il riconoscimento di questi ultimi implica alcune formalità in più rispetto ai primi. E’ necessario presentare domanda di riconoscimento secondo i modelli scaricabili, Mod. A e Mod. B, rispettivamente riferiti ai titoli professionali acquisiti in Paese UE o in Paese non comunitario, da inviare a mezzo posta. Non è consentito l’invio on-line delle domande e della relativa documentazione. In applicazione della direttiva 2005/36/CE, recepito in Italia con il decreto legislativo n. 206 del 6 novembre 2007 è possibile presentare richiesta di riconoscimento per le professioni di: - docente di scuola dell’infanzia; - docente di scuola primaria - docente di scuola secondaria di primo grado - docente di scuola secondaria superiore Il riconoscimento può essere richiesto per gli insegnamenti per i quali l’interessato sia legalmente abilitato nel Paese che ha rilasciato il titolo ed a condizione che tali insegnamenti trovino corrispondenza nell’ordinamento scolastico italiano (professione corrispondente). Qualora dall’esame della domanda emerga che non vi è completa corrispondenza tra la formazione professionale richiesta in Italia e quella posseduta dall’interessato, questa Direzione Generale richiederà il superamento di una prova attitudinale o la frequenza di un tirocinio di adattamento presso istituzioni scolastiche italiane.   Desideri avere maggiori informazioni? Contattaci.  
FAQ RICONOSCIMENTO PROFESSIONE DOCENTE – SPAGNA
AVVISO URGENTE FAQ RICONOSCIMENTO PROFESSIONE DOCENTE – SPAGNA Spagna - Riconoscimento professione docente A seguito della nota di chiarimenti n° 213, ricevuta dal Ministerio de Educación, Cultura y Deporte spagnolo il 16 marzo 2017, si informano gli utenti interessati al riconoscimento della professione docente in Italia e in possesso della relativa abilitazione conseguita in Spagna, che a partire dalla suddetta data verranno prese in considerazioni solo ed esclusivamente le istanze complete di un documento che attesti la partecipazione al concorso pubblico spagnolo ("sistema selectivo de acceso a la función pública) e il superamento di almeno una parte dello stesso. (Prot. 2971 del 17/03/2017) Riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento conseguita in Paesi diversi dall'Italia I docenti che abbiano conseguito l’abilitazione all’insegnamento all’estero (Paesi UE e non) e vogliano esercitare in Italia la propria attività devono chiedere il riconoscimento del titolo professionale presso il MIUR Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica. Il riconoscimento può riguardare: 1) Titoli conseguiti nei Paesi UE 2) Titoli conseguiti in Paesi non comunitari
FrecciaDettagli   Fonte: MIUR
ABC con tutte le novità del nuovo anno scolastico / Abilitazione all’insegnamento

ABC con tutte le novità del nuovo anno scolastico / Abilitazione all’insegnamento

Cambiano le regole per diventare insegnanti nelle scuole medie e superiori. Per effetto della Buona Scuola tutti i laureati potranno partecipare a concorsi a cattedra, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. Il Miur ha appena emanato il decreto che fa chiarezza su quali crediti conseguire, in quali strutture, annunciando prezzi calmierati (gratis per laureandi, fino ad un massimo di 500 euro per chi è laureato) per il loro conseguimento. Continua la lettura: Il sole 24 ore
Abilitazione all’insegnamento all’estero: tabelle di valutazione MIUR
Abilitazione all’insegnamento all’estero: tabelle di valutazione MIUR Quella che pare essere una sorpresa, in realtà è una notizia che gratifica coloro che hanno deciso di intraprendere e sostenere il percorso di abilitazione all’insegnamento all’estero. Arriva direttamente dal MIUR, che attraverso le nuove tabelle di valutazione dei titoli, ha dimostrato di concedere lo stesso trattamento agli abilitati in paesi esteri, ovvero pari a coloro che invece scelgono di abilitarsi in Italia con step rivisti, riesaminati più e più volte e talvolta appesantiti con inevitabili conseguenze sull’umore e sulle speranze di quanti ambiscono a sedere in cattedra. In realtà tale deliberazione  viene dettata proprio dall’Unione Europea: il Ministero è chiamato ad adeguare la tabella di valutazione al fine di evitare  procedure d’infrazione, o conseguentemente delle sanzioni, da parte dell’Unione Europea.   Ricordiamo infatti che attualmente e con adesione considerevole da parte dell’utenza, è  possibile seguire all’Estero corsi specifici che permettono di ottenere l’abilitazione all’insegnamento ed anche la specializzazione sul sostegno. Ciò spinge tantissimi aspiranti docenti a tentare tale possibilità, sempre più spesso motivati dal desiderio di conseguire un titolo in realtà e con iter caratterizzati da snellezza burocratica ma di medesima caratura in fatto di preparazione e formazione didattica pedagogica. Sostanzialmente, per capirne di più, è sufficiente analizzare quanto viene attestato con l’importantissima ed attesissima nuova tabella di valutazione titoli allegata al DM 374 del 1° giugno scorso che riapre le graduatorie di istituto. Quindi i titoli conseguiti all’Estero sono equiparati a quelli conseguiti secondo i percorsi di abilitazione italiani ( Sis, Pas, Tfa) e prevedono il medesimo punteggio. Nel dettaglio tecnico, alle abilitazioni conseguite all’estero viene assegnato un punteggio pari a: 8 punti: se il titolo manca di un giudizio finale; 4 punti: se il punteggio è inferiore a 60; 5 punti: se il punteggio è compreso tra 60 e 65; 6 punti: se il punteggio è compreso tra 66 e 70; 7 punti: se il punteggio è compreso tra 71 e 75; 8 punti: se il punteggio è compreso tra 76 e 80; 9 punti: se il punteggio è compreso tra 81 e 85; 10 punti: se il punteggio è compreso tra 86 e 90; 11 punti: se il punteggio è compreso tra 91 e 95; 12 punti: se il punteggio è compreso tra 96 e 100. Gli stessi punteggi sono assegnati per i corsi di abilitazione sostenuti in Italia. Per entrambi poi è prevista una maggiorazione pari a:            S.I.S.S.- 54 punti;                                                TFA- 66 punti;                                                  Laurea in Scienze della formazione primaria (per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria)- 72 punti. Abilitazioni estere: il punteggio assegnato varia a seconda del titolo con il quale sia stato omologato dal MIUR. Ad esempio, se l’abilitazione estera è stata riconosciuta analoga al TFA, il docente otterrà un punteggio pari a 66 punti. http://www.istruzione.it/graduatoriedistituto/allegati/dm374_17.zip Un successo ed il riconoscimento di impegno e sacrificio profuso nello studio per quanti hanno scelto un iter di formazione diverso e hanno investito su una realtà di specializzazione di altissimo livello ma che evidenzia la possibilità di abilitarsi con una soluzione più rapida e all’avanguardia. Un diritto che rivoluziona alcune metodologie e tenta di chiudere a pregiudizi pesanti ed opprimenti. Il conseguimento dell’abilitazione all’Estero viene regolarmente riconosciuto in Italia con l’omologazione del titolo conseguito e vede sempre un numero crescente di candidati attraversare fasi di specializzazione più esili rispetto a quelle previste nel nostro Paese con un notevole alleggerimento di sforzi senza tuttavia intaccare la necessità di una irrinunciabile, adeguata, e ricercata preparazione nel settore in questione con una vasta possibilità di scelta multidisciplinare. Inoltre a fare la differenza anche la possibilità di confrontarsi con culture internazionali e avviare una fase di crescita in contesti nuovi. È opportuno sottolineare  che con la recente introduzione del Fit, tirocinio formativo triennale, diventare insegnante in Italia diventa attualmente ancora più complesso e gli aspiranti docenti trovano ulteriori difficoltà per ottenere il titolo post universitario tendendo in maniera incisiva verso il precariato lungo. Il Fit prevede valutazioni in itinere e finali delle competenze e delle attitudini professionali degli aspiranti docenti. Non consegna più la cosiddetta “abilitazione” e per giungere al ruolo ci saranno dei passaggi graduali articolati in un percorso di tirocinio. Il primo concorso è previsto per il 2018, poi partirà la formazione triennale. Rivolgersi ad istituti universitari all’estero significa optare per una strada conveniente e caratterizzata da step decisamente più agevoli che concedono un risultato immediato e a tutti gli effetti riconosciuto. Come ottenere il riconoscimento del titolo di abilitazione conseguito all’estero: Concluso il percorso abilitante, per lo studente è necessario avviare le richieste per il riconoscimento in Italia per esercitare finalmente la professione ed entrare nelle graduatorie. Le modalità non sono assolutamente complesse.     Al Miur, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica, va chiesta la ratifica dell’abilitazione all’insegnamento all’estero. Il riconoscimento può riguardare titoli conseguiti nei Paesi dell’Unione Europea o in Paesi non comunitari. La richiesta può essere inoltrata, secondo la direttiva 2005/36/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 206 del 6 novembre 2007, per i seguenti ruoli:
  • docente di scuola dell’infanzia;
  • docente di scuola primaria;
  • docente di scuola secondaria di primo grado;
  • docente di scuola secondaria superiore.
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L’importanza della formazione

Il bonus 500 euro c’è, sarà rinnovato con 350 milioni stanziati nella finanziaria. Soldi anche per i contratti, anche se le cifre di cui si parla non basteranno a soddisfare lavoratori e sindacati.

Il finanziamento per l’autoaggiornamento dei docenti è confermato anche per il prossimo anno. Nessuna indiscrezione, invece, per quanto riguarda la modalità di erogazione: se la cifra sarà versata sui conti dei docenti o se sarà inviata una “card”. Due modalità che presuppongono due diversi modi di spendere i soldi. Questione di non poco conto, dato che alcuni docenti ci segnalano la necessità di iscriversi a corsi di formazione entro le prossime settimane.

Altra questione, invece, per il rinnovo dei contratto. Il Ministro ha anticipato che il 2017 sarà l’anno del rinnovo dei contratti, scaduti da 7 anni. Nella finanziaria saranno stanziati circa 2miliardi di euro per tutta la pubblica amministrazione, una cifra che potrebbe impressionare, soprattutto se si pensa al blocco di questi anni, ma che in realtà non copre neppure il fabbisogno della scuola, stimato dai sindacati in 3 miliardi.

Altra questione riguarda la modalità di erogazione degli aumenti contrattuali: se saranno dati a pioggia o erogati in base a criteri meritocratici.

Ci attende un autunno e inverno di forti novità, con uno scontro all’orizzonte tra Governo e sindacati che potrebbe sfociare anche in forti contestazioni, alla vigilia di un referendum costituzionale di grande impatto politico.

Calendario scolastico 2016-2017: inizio della scuola, vacanze scolastiche e ponti

CALENDARIO SCOLASTICO 2016/2017

Gli studenti e i loro genitori possono già scoprire non solo quando inizia la scuola, ma anche quando finirà e in quali giorni ci saranno le vacanze di Natale e quelle di Pasqua. Di seguito vi riportiamo i giorni di festa nazionali, in cui tutte le scuole sono chiuse, e più sotto i calendari dell'anno scolastico 2016/2017. Vi ricordiamo che di solito ogni scuola può decidere di aggiungere uno o due giorni di vacanza durante l'anno, che si aggiungono ai giorni di chiusura stabiliti dalla singola Regione. Altra cosa da ricordare è che la chiusura delle scuole dell'infanzia è prevista per il 30 giugno 2017, mentre per quanto riguarda la fine delle lezioni nella scuola primaria, le medie e le superiori, i giorni sono stabiliti dai calendari scolastici che trovate di seguito.   Giorni di festa nazionale (chiusura in tutta Italia):
  • 1 novembre (Tutti i Santi)
  • 8 dicembre
  • 25 e 26 dicembre
  • 1 gennaio (Capodanno)
  • 6 gennaio (Epifania)
  • domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo (16 e 17 aprile 2017)
  • 25 aprile (Festa della Liberazione)
  • 1 maggio (Festa del Lavoro)
  • 2 giugno (Festa della Repubblica)
Concorso di scuola in base ai titoli, non il preside a scegliere.

Si profila all'orizzonte un "concorso per istituto", ossia una forma più mitigata della "chiamata diretta" degli insegnanti assegnati agli ambiti territoriali, frutto della negoziazione tra sindacati e Miur. (altro…)

Diventare insegnanti, Miur: anche gli ITP devono abilitarsi.

Il Ministro Giannini risponde all'interrogazione della sen. Saggese sul valore abilitante del diploma di scuola secondaria superiore per ITP (insegnante tecnico pratico), affermando il principio che la formazione deve essere completata con apposito corso di abilitazione. (altro…)

Assegnazioni provvisorie 2016/17 e “Chiamata diretta”, si deciderà entro il 14 giugno

Miur e OO.SS. sembrano essersi dati un meta temporale riguardo al CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie e la sequenza contrattuale sulla "chiamata diretta". (altro…)

Sostegno, Ianes: ci vogliono docenti normali e speciali. Sì a concorso per solo sostegno

“Evolvere il sostegno si può (si deve)” è il titolo che Dario Ianes ha dato a una nuova silloge di contributi al dibattito sulla didattica speciale scaturito dalla Legge 107.

(altro…)

Valutazione del docente neoassunto, che ruolo ha il dirigente scolastico?

La valutazione finale del periodo di formazione di prova del docente neoassunto spetta al dirigente scolastico, tenuto conto del parere e espresso dal Comitato per la valutazione dei docenti; si tratta tra l’altro di parere che il comma 4 dell’art.13 del D.M. n.850 del 2015 afferma essere non vincolante per il dirigente il quale può discostarsene con atto motivato. (altro…)

Supplenti con più di 36 mesi di servizio vanno stabilizzati

E' stata sottoposta oggi all'attenzione della Corte Costituzionale la legittimità delle norme sulle supplenze contenuta nella legge 124/99.

Giudice relatore Giancarlo Coraggio. Da più parti è stata invocata la legge La Buona Scuola, che ha già stabilizzato 86 mila docenti. Ma per i legali Avv. Galleano e De Michele la misura è insufficiente, la riforma non ha risolto il problema.

"Non tutti coloro che hanno fatto 36 mesi o diversi anni di insegnamento - ha evidenziato Galleano - sono stati stabilizzati: molti sono rimasti fuori. E anche il concorso non risolve il problema, perché non c'è una sanzione per chi ha commesso un abuso" ricorrendo a ripetuti contratti a termine. C'è poi "l'assurdità della triennalità" prevista dalla riforma per cui "non si può più assumere chi ha superato i 36 mesi, il che implica il ricorso a nuovi insegnati, l'aumento del precariato e la dispersione dell'esperienza nell'insegnamento".

Secondo De Michele, inoltre, "se la Corte non interviene, si creerà un caos giudiziario con richieste di risarcimento alla Corte di Strasburgo contro lo Stato italiano per violazione della normativa comunitaria".

L'Avv. dello Stato, Gabriella D'Avanzo sostiene che anche le misure introdotte dalla 'buona scuola' "recepiscono le direttive europee" e "puntano fin dall'anno scolastico 2016-2017 alla totale esautorazione delle graduatorie" mettendo in atto un "piano straordinario di assunzioni di 86 mila unità" e "tre concorsi che consentiranno l'immissione di 65 mila docenti".

LA D'Avanzo ha chiesto quindi che la questione sia dichiarata infondata.

Avevano chiesto la parola anche i legali di Cgil, Gilda-Unams e Codacons, ma essendosi costituiti tardivamente, gli interventi non sono stati ammessi.

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