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PRECISAZIONI FSI USAE SCUOLA IN MERITO ALL’ARTICOLO PUBBLICATO SUL CORRIERE DELLA SERA CON RIFERIMENTO ALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO RIFERITA AGLI ABILITATI IN ROMANIA

In merito all’articolo pubblicato il 21/04/2020 da parte del Corriere della sera ( link all’articolo) FSI USAE SCUOLA ha pubblicato le seguenti precisazioni:

Scuola, porte aperte ai prof italiani abilitati in Romania. La sentenza del Consiglio di Stato

I giudici di Palazzo Spada hanno accolto il ricorso di un docente contro il Miur che non voleva riconoscere il valore del titolo conseguito in Romania. La motivazione: la legislazione europea impone il riconoscimento automatico dei titoli.

Continua a leggere l’articolo sul Corriere della Sera:

https://www.corriere.it/scuola/medie/20_aprile_21/scuola-porte-aperte-prof-italiani-abilitati-romania-sentenza-consiglio-stato-c456a3a4-83d2-11ea-ba93-4507318dbf14.shtml

concorso scuola 2020

Concorso scuola 2020

Vuoi partecipare al prossimo Concorso per la Scuola 2020? Questo articolo descrive i requisiti richiesti e cosa studiare per prepararsi all’esame. Arrivare all’esame con una buona preparazione è sempre importante. Ricorda che il concorso per la scuola sarà un’importante opportunità per tutti coloro che desiderano diventare insegnanti.

Concorso ordinario scuola 2020

Il concorso per la scuola 2020 viene presentato su due bandi. Uno è il concorso scuola ordinario, che complessivamente vede l’interesse di ben 25 mila aspiranti docenti. Poi c’è il concorso scuola straordinario, che arriverà a stabilizzare la situazione di ben 24.000 precari.
Per partecipare al bando ordinario bisogna seguire le indicazioni e inviare la domanda per via telematica tramite il servizio Istanze Online.
I requisiti previsti per accedere al bando ordinario per il prossimo concorso per la scuola 2020, gli aspiranti docenti devono aver conseguito almeno uno dei seguenti titoli:

  • abilitazione alla specifica classe di concorso;
  • titolo di accesso alla specifica classe di concorso congiuntamente a titolo di abilitazione all’insegnamento per diverso grado o classe di concorso;
  • titolo di accesso alla specifica classe di concorso.

Va ricordato che stiamo parlando del concorso per la scuola secondaria di primo grado che per quella di secondo grado. Invece per coloro che sono interessati a partecipare come insegnante di sostegno, serve la specializzazione sul sostegno per lo specifico grado (secondaria di primo grado o secondo grado).

Il concorso prevede anche una prova preselettiva su computer. Successivamente, chi supererà la selezione accederà ad una prima prova scritta, distinta per ciascuna classe di concorso. In questo caso la prova è articolata in quesiti. Una seconda prova scritta verrà, invece, articolata in due domande a risposta aperta. Il concorso si conclude con la classica prova orale o colloquio.
Per il Sostegno si procede sempre con una prova preselettiva su computer e una prova scritta, che è distinta per la scuola secondaria di primo e secondo grado, articolata in due quesiti a riposta aperta. Al termine è prevista sempre una prova orale.
I requisiti previsti per partecipare al bando ordinario per la scuola dell’Infanzia e la Primaria differiscono per titoli richiesti. Infatti gli aspiranti docenti possono accedere al concorso se hanno conseguito uno dei seguenti titoli:

  • laurea in Scienze della Formazione primaria;
  • diploma magistrale con valore di abilitazione o diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, entro l’anno scolastico 2001/2002.
  • Per l’infanzia e la primaria agli aspiranti insegnanti di sostegno viene richiesta una specializzazione idonea.

La procedura del concorso, per l’infanzia e la primaria, prevede l’espletamento di una prova di preselezione computer based, dove sono previste 50 domande a risposta multipla con quattro opzioni di risposta. Ogni domanda ha solo una risposta corretta. A seguire ci sarà una prova scritta, questa volta articolata in due quesiti a risposta aperta. I quesiti sono diversi per i posti comuni e di sostegno. Ogni quesito si articola in 8 domande a risposta chiusa ed è uguale per i posti comuni e di sostegno. Segue una prova orale finale.

Concorso straordinario scuola 2020

E’ previsto un bando straordinario per il prossimo concorso scuola 2020. Il concorso è strutturato per gli aspiranti insegnanti di Scuola Secondaria primo e secondo grado. Anche per questo bando sono previsti determinati Requisiti, necessari per poter partecipare al concorso.
Sono interessati al bando straordinario tutti gli aspiranti docenti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, su posto comune o di sostegno, tra l’anno scolastico 2008/2009 e l’anno scolastico 2019/2020. Allo stesso modo rispondono al bando anche gli aspiranti docenti che hanno svolto almeno un anno di servizio, tra l’anno scolastico 2008/2009 e l’anno scolastico 2019/2020. Ad ogni modo, tutti possono chiedere di partecipare nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale intendono concorrere.
Le prove previste da dover sostenere riguardano; una prova scritta computer based con quesiti a risposta multipla. La prova si considera superata con un punteggio minimo di 7 su 10. Alla fine della quale viene redatta una graduatoria che va a determinare i vincitori in base alla somma del punteggio ottenuto nella prova selettiva e ai punteggi dei titoli culturali e di servizio posseduti.

Una volta ottenuta l’assunzione è previsto per il docente un periodo di prova. Durante questo periodo il Ministero prevede per l’insegnante il conseguimento, a spese dello Stato, dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Una volta portate a termine tutte le prove è previsto un colloquio nell’ambito del quale il candidato deve riuscire a dimostrare di saper progettare e condurre una lezione.
Inoltre è necessario anche dimostrare di essere in possesso del titolo di studio coerente con la classe di concorso richiesta. Anche per i posti come insegnanti di sostegno, serve una idonea specializzazione.
Per questo concorso relativo al bando straordinario scuola 2020, sono ammessi, oltre ai docenti che hanno i requisiti sopra indicati, anche quelli con almeno tre annualità, di cui uno specifico, ma devono aver svolto servizio presso le scuole paritarie.
I docenti delle scuole paritarie partecipano però alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione all’insegnamento.
Coloro che intendono seguire il concorso straordinario scuola 2020 hanno necessità di studiare le discipline della propria classe di concorso, ma è importante anche lo studio delle metodologie didattiche. Infatti è necessaria una preparazione alla prova efficace. Per questo motivo non è possibile, per gli aspiranti docenti, prescindere dalla conoscenza degli elementi fondamentali della psicologia e la legislazione scolastica.

Abilitazione all’insegnamento in Romania

L’abilitazione all’insegnamento consente agli aspiranti docenti l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di Istituto, per incarichi di supplenza a tempo determinato. Soprattutto, una volta conseguita l’abilitazione, viene consentito anche di partecipare ai vari concorsi per titoli ed esami e alle graduatorie di merito ad essi legati. Le graduatorie sono importanti perché, stando in graduatoria è possibile annualmente l’immissione in ruolo a tempo indeterminato. In Italia, per conseguire l’abilitazione all’insegnamento bisogna seguire il Decreto Ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010. Il decreto prevede un percorso formativo da attivare presso le Istituzione Accademiche di uno specifico corso universitario; il TFA o Tirocinio Formativo Attivo.

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AbilitazionInsegnamento.IT, offre la possibilità di avere una formazione in Romania ed avere poi la possibilità di convertire il titolo in Italia. Iscriversi con AbilitazionInsegnamento.IT significa avere l’opportunità di andare a formarsi in Romania. Il nostro ente si occuperà di prendere in carico la tua pratica, aiutarti e sostenerti verso la tua esperienza di formazione in Romania fino al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. Contattaci subito, informati come fare per prendere l’abilitazione all’insegnamento in Romania.

Abilitazione al sostegno in Romania

AbilitazionInsegnamento.IT si occupa anche degli insegnanti di sostegno. Si tratta di una delle figure più richieste all’interno della scuola. Questa esigenza di personale rende la possibilità di lavorare in questo settore molto più appetibile rispetto ad altri profili. La richiesta di nuovi insegnanti di sostegno è dovuta anche in funzione del fatto che ogni anno cresce il numero di alunni con l’esigenza di essere accompagnati nel percorso scolastico da una figura professionalmente preparata. Per queste ragioni il nostro ente cerca di sostenere la scuola affinché diventi sempre più inclusiva e per tutti. In maniera più specifica si parla di seguire e sostenere nell’apprendimento alunni con bisogni educativi speciali. L’insegnante di sostegno deve quindi lavorare con ragazzi o bambini che presentano un disturbo o un deficit nell’apprendimento, che siano stati opportunamente riconosciuti con esami medici in linea con quanto disposto dall’ articolo 13 del Decreto n. 249 del 2010.
AbilitazionInsegnamento.IT accompagna i docenti che scelgono di intraprendere questo percorso di formazione speciale con il nostro istituto. Una formazione che comporta anche la consapevolezza di voler seguire con attenzione un articolato processo a tappe.
Diventare insegnante di sostegno significa partecipare anche al TFA sostegno. Allo stesso modo si tratta di dover sostenere una prova preliminare e due prove concorsuali. Le prove si dividono in una scritta e una orale. La durata massima del TFA è di 8 mesi. In questo periodo il candidato deve arrivare al conseguimento di 60 CFU. Poi c’è l’accesso al percorso formativo che prevede il possesso di determinati requisiti da parte dell’aspirante insegnante di sostegno. Requisiti quali:

  • SSIS (per la scuola secondaria);
  • Laurea in Scienze delle formazione primaria;
  • COBASLID (per la scuola secondaria);
  • diplomi accademici di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM per l’insegnamento dell’Educazione musicale o dello Strumento;
  • diploma di Didattica della Musica (Legge 268/2002);
  • concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al DDG 82/2012;
  • concorso per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012 (esclusivamente all’atto della costituzione del rapporto di lavoro);
  • sessioni riservate di abilitazione (D.M. 85/2005, D.M. 21/2005, D.M. 100/2004; O.M. 153/1999, O.M. 33/2000, O.M. 3/2001, ecc.);
  • titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’istruzione;
  • TFA;
  • PAS;
  • diploma magistrale, diploma triennale di scuola magistrale ovvero titoli sperimentali ad esso equiparati e conseguiti entro l’a.s. 2001/02.

Contattaci subito, puoi preparare il tuo percorso per l’abilitazione al sostegno in Romania con AbilitazionInsegnamento.IT, le iscrizioni sono sempre aperte: Pagina contatti

abilitazioni insegnamento e sostegno

Apertura iscrizioni: abilitazioni insegnamento TFA e sostegno

AbilitazionInsegnamento.IT comunica che sono aperte le iscrizioni ai corsi di abilitazione all’insegnamento (Tirocinio Formativo Attivo) e ai corsi di abilitazione al sostegno.

AbilitazionInsegnamento.IT supporta gli studenti italiani che scelgono di studiare in Romania. Uno staff preparato ti accompagnerà nella realizzazione del tuo sogno di studiare all’estero. Il segreto del nostro successo è quello di lavorare per aiutare i nostri futuri docenti a far fruttare le proprie esperienze di studio in un paese europeo all’avanguardia con l’offerta formativa in Romania.

Corsi di abilitazione insegnamento e abilitazione insegnante di sostegno:

  • Corso abilitazione insegnamento: aperte le pre-iscrizioni, grosso sconto per coloro che si iscrivono entro il 31 aprile,
  • Corso abilitazione insegnante di sostegno: aperte le pre-iscrizioni, grosso sconto per coloro che si iscrivono entro il 31 aprile,

AbilitazionInsegnamento.IT offre servizi per i docenti che intendono ottenere l’abilitazione all’insegnamento e all’esercizio della professione. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza e l’approfondita conoscenza del contesto a coloro che intendono conseguire l’abilitazione all’insegnamento e al sostegno in Romania. Il nostro ente è sempre al fianco degli studenti. AbilitazionInsegnamento.IT fornisce un tutoraggio altamente qualificato e vi aiuta a conoscere il mondo della scuola e del percorso di abilitazione all’insegnamento in Romania.
Allo stesso modo vengono seguiti i docenti che vogliono entrare nella scuola come insegnanti di sostegno. In questo ambito, oggi c’è una notevole richiesta in funzione del fatto che cresce il numero di alunni che hanno bisogno di essere accompagnati nel percorso scolastico. Per questo c’è l’esigenza di una figura professionalmente preparata per lavorare sull’inclusione e l’integrazione dell’alunno in classe.

Formarsi in Romania significa avere un titolo di studio europeo, conseguito in Europa.

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Consiglio di stato: valide le abilitazioni all’insegnamento conseguite in Romania

Abilitazioni insegnamento: il Consiglio di Stato riconosce ai docenti abilitati in Romania il diritto a svolgere la professione di docente in Italia. Tantissimi gli italiani abilitati in Romania e che rientrano nelle graduatorie per l’insegnamento in Italia. Ugualmente anche per il sostegno i titoli romeni sono oggi riconosciuti dal MIUR.

Il ricorso presso il Consiglio di Stato da ragione ai docenti abilitati all’insegnamento in Romania che finalmente si vedono riconosciuto il proprio diritto  a svolgere la professione di docente in Italia. Con la sentenza del 17/02/2020, il Consiglio di Stato vuole evitare che un cittadino rumeno che consegue titolo di studio e specializzazione in Romania ha diritto a insegnare in Italia, mentre sarebbe stato discriminatorio non far valere lo stesso diritto nei confronti di chi ha conseguito il titolo di studio in Italia ma ha conseguito il riconoscimento della idoneità del percorso di studi all’insegnamento in Romania.

In particolare, l’Amministrazione precisava che l’articolo 13, commi 1 e 3, della direttiva 2013/55/Ue disciplina l’accesso alla professione regolamentata. La tipologia di formazione professionale, in questo caso, viene considerata dalle autorità competenti rumene condizione necessaria ma non sufficiente al rilascio dell’attestazione di conformità da parte dell’autorità competente del medesimo Stato membro.

D’altro canto, la circolare MIUR del 2 aprile 2019 specifica al suo interno che i titoli conseguiti in Romania, non sono considerati sufficienti per l’esercizio della professione di insegnante nel Paese stesso e di conseguenza non possono essere considerati validi nemmeno in territorio italiano. Mentre grazie alla nuova sentenza, i docenti che abbiano conseguito l’abilitazione all’insegnamento in Romania o in uno dei Paesi dell’Unione e non, possono esercitare in Italia la professione di docente chiedendo il riconoscimento del titolo professionale ai sensi della direttiva della direttiva 2013/55/UE.

Inoltre, spiega il MIUR , la modalità di presentazione delle istanze di riconoscimento professionale avvengono unicamente tramite la piattaforma di Riconoscimento Professione Docente. Al contempo, fra le maggiori critiche c’è la possibilità che il MIUR abbia realizzato una traduzione erronea rispetto a quanto scritto dal Ministero rumeno. Nella nota del MIUR si precisa che il possesso del certificato di conseguimento della formazione psicopedagogica costituisce condizione necessaria, ma non sufficiente al fine di ottenere la qualifica professionale di docente in Romania. Per queste ragioni il MIUR ha ritenuto condizione principale il fatto di aver conseguito l’attestazione di ultimazione del programma di formazione psicopedagogica e gli studi post liceali o universitari in Romania.
Questa è condizione necessaria per ottenere lo status di docente, tuttavia non è sufficiente. Serve aver ultimato i corsi post liceali o universitari. La traduzione ha creato problemi a migliaia di docenti abilitati in Romania. Si tratta di  piccole modifiche che hanno stravolto le aspettative di circa seimila docenti. Tantissimi nostri connazionali che negli ultimi anni hanno ottenuto l’abilitazione in Romania. Infatti ci sono stati docenti con abilitazione in Romania che  proprio in virtù della nota italiana si sono visti depennati dalle graduatorie degli uffici scolastici regionali. Il Consiglio di stato ha messo fine quindi alla diatriba, le abilitazioni all’insegnamento conseguite in Romania sono valide anche in Italia.

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TEACH

Ricorsi per i titoli di abilitazione all’insegnamento e per il sostegno nelle scuole conseguiti in Romania e non riconosciuti in Italia

A seguito della nota N. 5636/2019 pubblicata lo scorso 2 aprile dal MIUR in merito alle abilitazioni in Romania, molti sono i precari e aspiranti docenti a cui è stata tolta l’opportunità di vedersi riconosciuto il titolo di abilitazione all’insegnamento in Italia perché conseguito nello stato della Romania. Tuttavia, a seguito di questa doccia fredda per tutti questi aspiranti docenti, ci si è attivati per vie legali e si stanno portando avanti una serie di ricorsi.

Quello che è successo è che, secondo quanto riportato dalla nota del 2 aprile, il MIUR ha argomentato il fatto che i titoli rumeni, non fossero sufficienti per l’esercizio della professione di insegnante in Romania e, di conseguenza, non possono essere fatti valere nemmeno in territorio italiano.

I migliaia di aspiranti che hanno preso l’abilitazione in Romania prima della pubblicazione si domandano se tutto ciò sia legittimo. Per questo motivo, la F.S.I. (Federazione sindacale indipendente) sta operando, attraverso i suoi legali, impegnandosi a seguire la vicenda da vicino. Gli avvocati che si occupano del caso hanno fatto notare come tale nota sia illegittima. L’illeggittimità nasce dal fatto che la nota viola diverse disposizioni europee e nazionali, causando così un pregiudizio per le migliaia di docenti che hanno conseguito l’abilitazione in Romania.

Inoltre, per quanto riguarda la specializzazione sul sostegno, il Ministero ha dato un secondo parere negativo. In questo caso, il Miur non pensa ci sia corrispondenza tra l’ordinamento scolastico italiano e quello rumeno. in Romania gli studenti con disabilità frequentano scuole speciali, mentre in Italia, già con la Legge n. 118/71, si è stabilito che anche gli alunni disabili debbano adempiere all’obbligo scolastico nelle scuole comuni. L’integrazione nelle classi comuni vale anche per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES).

Queste sono state le ragioni per cui tutte le richieste di riconoscimento dei titoli rumeni per l’abilitazione all’insegnamento e per la specializzazione sul sostengo, sono state respinte dal Ministero dell’Istruzione italiano.

La vicenda dell’abilitazione insegnamento in Romania risulta davvero ingarbugliata. Infatti, da un lato il Ministero sta cercando di prendere le distanze da un percorso formativo, come quello rumeno, che non rispecchia il tipo di formazione adeguata per diventare insegnante in Italia, e non segue le norme di integrazione e inclusione scolastica per gli studenti BES e con disabilità.

Dall’altro lato, però, esiste la direttiva 2005/36/CE, che riconosce la possibilità di conseguire titoli negli stati membri dell’Unione Europea e che questi titoli vengano poi riconosciuti nel proprio Paese.

L’avvocato Maurizio Danza, docente di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum, si sta occupando della complessa vicenda riguardante gli abilitati in Romania, rivede la decisione del TAR che ha dato in prima istanza ragione al MIUR.  In realtà il TAR Lazio nell’avviso n.5636/2019 e nei decreti di rigetto individuali, non afferma che il titolo di studio conseguito in Romania non è valido in Italia, ma solo che il percorso conseguito in Romania, è condizione necessaria ma non sufficiente. 

Al momento non abbiamo una sentenza definitiva in quanto, il Presidente della Sez. III Bis, in controtendenza con le pronunce negative che sono state emesse, ha rinviato  al 1 agosto 2019 l’udienza di decisione, in quanto si ritiene necessario che il MIUR chiarisca se coloro che hanno fatto ricorso possano insegnare in Romania con il titolo conseguito. Per cui, nei prossimi giorni, le cose potrebbero cambiare. Come la F.S.I. si augura, è possibile che dopo il primo agosto, possa essere superato l’ostacolo del MIUR e siano possibili i riconoscimenti dei titoli rumeni per le abilitazioni all’insegnamento e al sostegno nelle scuole italiane. 

 

Docenti abilitati in Romania presentano ricorso al TAR Lazio per partecipare al concorso

Il Ministero dell’educazione nazionale romeno ha chiesto che venga riconosciuto ai cittadini italiani che si sono formati in Romania, il diritto a partecipare ai concorsi per docenti presentando la nota n. 309110 del 21/05/2019. Sul sito Edscuola parla l’avvocato Maurizio Danza, docente di Diritto Del Lavoro presso l’Università Mercatorum di Roma, in merito alla nota controversia sul diritto di espletamento della professione docente in Italia, richiesto da migliaia di cittadini italiani che, a seguito dell’avviso MIUR n.5636 del 2 aprile 2019 hanno visto rigettate le loro istanze ed hanno presentato ricorso al TAR Lazio-Roma.
Nel suo avviso il MIUR premette che l’Italia, in qualità di Stato membro dell’Unione Europea, si muove esclusivamente all’interno delle normative comunitarie. Ciò significa che, il riconoscimento della formazione conseguita dai cittadini italiani (o di altri paesi comunitari) in Romania, può esserci solo nel rispetto delle condizioni previste dalle fonti normative che, in ogni caso, devono essere citate.

Di particolare interesse è la recentissima nota n 30910 del 21 maggio 2019, indirizzata al rappresentante FSIUSAE Scuola Estero e firmata dal Direttore Generale del Ministero dell’Educazione Nazionale Rumeno. Nel documento si mette in evidenza la illegittimità del diniego del MIUR, il quale non avrebbe fatto alcuna verifica della presenza dei requisiti minimi necessari a garantire l’espletamento della funzione docente in Italia salvaguardando così anche il diritto degli insegnanti alla libertà di circolazione, così come previsto per legge, e così come chiede il trattato fondativo dell’Unione Europea. A tal proposito, la nota del Ministero Romeno dispone espressamente che i cittadini degli stati membri dell’Unione europea, in possesso di titoli di studi riconosciuti (equiparati) dal Ministero dell’Educazione nazionale, come anche coloro che hanno studiato in Romania, hanno il diritto di partecipare ai concorsi per diventare insegnanti e, in base ai risultati ottenuti al concorso, possono essere impiegati a termine determinato o indeterminato.

Nonostante l’aver ricevuto questa nota in merito alla legittimità della Romania di far valere il riconoscimento della formazione dei docenti nelle proprie facoltà, in quanto è dimostrata la presenza dei requisiti richiesti dall’UE, il MIUR continua a non osservare sia i principi comunitari in tema di riconoscimento delle qualifiche professionali, sia quelli di diritto di accesso parziale disciplinato dal combinato disposto dell’art. 1 bis e 5 septies del D.lgs.n.206/2007. Un diritto, quest’ultimo, secondo cui viene anche disciplinato il riconoscimento delle qualifiche professionali che sono state acquisite in uno o più Stati membri dell’UE e che permettono, a coloro che hanno acquisito tali titoli e qualifiche di esercitare la professione all’interno dello Stato membro di origine. Inoltre vengono indicati i criteri relativi al riconoscimento dei tirocini professionali effettuati dai cittadini italiani in uno Stato europeo facente parte dell’Unione. L’applicazione di tali principi è doverosa, e risale, peraltro, alla nota sentenza Morgenbesser del 13 novembre 2003 C-313/2001 della Corte di Giustizia Europea, secondo cui uno stato dell’UE può accogliere un qualsiasi cittadino di altro paese che intende svolgere una professione regolamentata. A norma di legge c’è sempre bisogno di disporre di una valutazione finalizzata in via di principio al riconoscimento della qualifica conseguita all’estero, anche quando questa non soddisfi pienamente (ma solo in parte) i requisiti fissati nella legislazione del paese d’origine dello studente. Ciò serve a garantire il diritto alla libertà di circolazione previsto dall’art. 45 del trattato fondativo dell’Unione Europea.

abilitazione insegnamento e sostegno 15 febbraio 2019

Corsi abilitazione insegnamento TFA e sostegno in Romania, iscrizioni entro il 15 febbraio 2019

AbilitazionInsegnamento.IT comunica che sono in partenza i nuovi corsi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento e la specializzazione sostegno in Romania; le iscrizioni per i corsi TFA e specializzazione sostegno sono aperte fino al 15 febbraio 2019.

Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania:

Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattateci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/

corsi abilitazione insegnamento e sostegno

Corsi abilitazione insegnamento TFA e sostegno in Romania, iscrizioni entro il 15 dicembre 2018

AbilitazionInsegnamento.IT comunica che sono in partenza i nuovi corsi per conseguire l’abilitazione all’insegnamento e la specializzazione sostegno in Romania; le iscrizioni per i corsi TFA e specializzazione sostegno sono aperte fino al 15 dicembre.

Informazioni sull’abilitazione all’insegnamento in Romania:

Per ulteriori informazioni il nostro personale esperto è a vostra disposizione, contattateci subito: http://www.abilitazioninsegnamento.it/contatti/